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Gli affreschi della Madonna della Neve 30/4/2006

La chiesa romanica della Madonna della Neve, pur mantenendo le primitive proporzioni, ha subìto un intervento di parziale ricostruzione nella prima metà del XIX secolo, con il rifacimento di parte delle murature perimetrali, della muratura del fronte e dell'intera volta della navata; il catino absidale e la torre campanaria sono stati risparmiati dal tempo e dall'incuria e mantengono le caratteristiche costruttive originarie.
I critici datano la costruzione del fabbricato intorno al 1100: A. K. Porter riscontrando analogie tra la muratura absidale e quella dell'ala est di San Zeno a Verona, la data all'incirca al 1155, A. Solaro Fissore riconosce nelle sculture dell'abside quelle caratteristiche accomunanti le espressioni scultoree del Monferrato con quelle della Saintonge e ne anticipa la data alla seconda metà del XI secolo.
Nel mese di novembre 1999, è stata portata a termine da parte di un'équipe di tecnici restauratori, un'indagine di saggi stratigrafici che ha portato alla luce brani di figurazioni dipinte a fresco di notevole interesse storico ed artistico.
La decorazione dell'abside doveva all'origine comprendere la gran figura del Cristo nel catino absidale ed alcune scene collocate sulle pareti all'intorno alla finestra: la Crocifissione e la Deposizione più altre figurazioni inerenti, forse, alla Sant'Anna custodita all'interno della nicchia ricavata dalla monofora sinistra.
Di sotto alla nicchia di Sant'Anna è stato scoperto il volto di un Santo barbuto contornato da una bordatura perimetrale rossa; sopra la finestra centrale dell'abside è stata scoperta la Crocifissione con un Cristo drammaticamente raffigurato con incarnato verdastro, capelli e barba biondi con alla sua destra la Vergine in lacrime. Un altro saggio ha ridato la raffigurazione della Risurrezione con la figura di Cristo che esce dal Santo Sepolcro aiutato da un angelo che sorregge la pietra tombale, racchiusa da una doppia bordatura bianca e rossa.
La decorazione originaria girava dal catino absidale nell'arco frontale e nel sottarco, dove sono state trovate tracce di decorazioni molto abrase di colore rosso e nero entro partiture geometriche.
Gli interventi che saranno effettuati, consisteranno inizialmente nel recupero strutturale dell'intera zona absidale con l'intento di portare alla luce quanto della decorazione originale è attualmente occultato dagli strati d'intonaco e ridipintura sovrapposti nel tempo. Le operazioni di scopritura saranno accompagnate dal consolidamento degli strati pittorici e dell'ancoraggio degli intonaci pericolanti e dalla pulizia delle superfici pittoriche. Dopo quest'intervento di carattere prevalentemente conservativo, si procederà al recupero estetico delle opere, con la posa d'intonaci neutri sulle grosse lacune e con l'esecuzione del ritocco pittorico sulle mancanze e sulle piccole abrasioni delle parti dipinte.

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testo dell'architetto Fassi Massimo



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