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La Chiesa Romanica Madonna della Neve 3/5/2006
La chiesa si trova isolata da ogni abitato, immersa in piccolo parco in corrispondenza di una sorta di passo sul crinale delle colline.

Per raggiungerla da Castell'Alfero Stazione, prendere per via Casale e dopo il passaggio a livello svoltare a destra per via Valle, poi proseguire sino quasi al fondo della valletta che scorre sotto il paese di Castell'Alfero; svoltare a destra infine seguendo l'indicazione per la chiesa stessa e per le localit Rebrondata e Librero; al termine dell'asfalto, dopo un ultimo ripido tratto di strada vi la chiesa.

E' stata restaurata per il Giubileo 2000: sono stati rimossi tutti gli intonaci sui fianchi e sulla facciata, consolidato il terreno nella zona absidale.

Per visitarla bisogna rivolgersi in parrocchia od al Rettore.

La chiesa venne detta anche di Santa Maria di Viale o Viallo.
Nel 1156 veniva citata la sua esistenza da papa Adriano IV.
Nel 1169 la stessa cosa faceva papa Alessandro III.
Nel 1288 viene citata come "ecclesia de Viallo".
Nel 1345 e nel 1381 viene menzionata come Santa Maria di Guidorabio.
Nel 1398 nel catasto di Castell'Alfero la chiesa "S. Maria de Viallo" compare come riferimento stradale.
Nel 1494 nella chiesa, alquanto isolata dagli abitati, abitava un eremita.
Nel 1619 vi si celebrava raramente.
Nel 1663 era bisognosa di riparazioni e mancava di suppellettili.
Nel 1836 il Vescovo di Asti la trov in buono stato ed ben arredata.
Nel 1866 fu incamerata dal governo e poi comprata dai fedeli all'asta pubblica il 23 giugno del 1868;
l'anno successivo venne ceduta al comune a condizione che fosse mantenuta al culto

La pianta dell'edificio rettangolare, labside circolare; misura 14 metri di lunghezza per 6 di larghezza.
La facciata, piuttosto anonima sino al restauro avvenuto nel 2001, a capanna, con un rosone sopra la porta d'ingresso; numerosi i graffiti presenti sulla parte sinistra.
La parete sud conserva alcuni elementi romanici tra cui una porta tamponata, mentre la parete nord spoglia.
Il campanile a sezione circolare ed piuttosto raro nella casistica dei campanili romanici in genere; la torre campanaria in mattoni fasciata ad intervalli irregolari da alcuni cerchi di arenaria.
L'abside presenta la particolare tessitura muraria a "scacchi" nella parte centrale; il coronamento degli archetti pensili poggiati su mensoline di forma diversa una dall'altra e sopra un nastro di cotto a "denti di sega".
Nel semicerchio absidale sono inserite tre monofore con la facciata dell'arco a tutto sesto scolpita in un monoblocco di roccia, ognuna diversa nel motivo. Gli stipiti sono anch'essi ricavati da un monolite e sono stati lavorati a colonnine con capitelli.

All'interno l'altare in muratura stuccata ad imitazione del marmo, il tabernacolo ligneo; notevoli gli affreschi absidali che raffigurano Cristo in mandorla, oltre alla Crocifissione ed alla Deposizione.

Interessati i tanti graffiti presenti sia sulla morbida arenaria che sul laterizio. Le parti pi ricche sono la facciata, il lato sud e l'abside, sia interna che esterna. OLtre a scritte e disegni zoomorfi vi sono anche simboli quali il nodo di Salomone e l'omphalos.






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