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Rapporto medico sulla Valle Versa nel 1828 30/8/2006

In “Cenni medici statistici della città e provincia d'Asti”, pubblicazione medica statistica scritta dal dottor Giuseppe Maria De Rolandis di Castell’Alfero, che fu medico condotto nella zona della Valle Versa astigiana per anni, viene così descritto lo stato economico della vallata nel 1828: 

«Pane di frumento, miglio e meliga, la polenta, i fagioli, un poco di riso costituiscono la totalità degli alimenti nelle nostre campagne.
Di frequente è miscelato con loglio, lenticchie, veccie e simili, onde provengono frequenti vertigini, gastricismi, coliche, etc. e la polenta, che è quasi l'esclusivo nutrimento della classe meno favorita dalla sorte, non di rado è formata di farina guasta che predispone a diverse malattie.
Se qualche bestia muore e le autorità locali non intervengono, gli abitanti se ne saziano imprudentemente ed ecco perché ogni anno si compiange la perdita di vegeti agricoltori mietuti repentinamente dall'insidioso morbo antrace (carbonchio).
Vitto talmente misero a cui poco serve il condimento, non viene inumidito che da vini annacquati, sovente inaciditi, corrotti, e tante volte semplice acqua, così presentando una delle tristi verità delle nuove sciagure, scorgendosi che i poveri coltivatori, quelli che per la maggior parte lavorano attorno alla vite ben raramente assaggiano il frutto delle loro fatiche, realizzando anch'essi il disperante "sic vos non vobis" virgiliano.
E in conseguenza di questa dietetica molti sono gli affetti di pellagra, malattia per fortuna ora scomparsa, che causava circa il 25% della mortalità; nel decennio 1818-1827 su ottomila anime di Castell'Alfero, Frinco, Corsione, Villa S. Secondo, Cossombrato, Mombarone, Settime e Serravalle, si ebbero, esclusi i ragazzi ed i vecchi, 220 morti di cui 52 in seguito a pellagra
».



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