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il Roseto su Piemonte Parchi 8/9/2006

La rivista della Regione Piemonte Piemonte Parchi ha dedicato un articolo al Roseto della Sorpresa di Castell’Alfero.
L’articolo è apparso sul numero speciale GIARDINI E ORTI BOTANICI del maggio 2003

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GIARDINI INTIMI di Dora Remotti

Anche a Serra Perno, nell’Astigiano, troviamo un tesoro botanico, frutto del lavoro e della passione di Piero Amerio, professore di psicologia e direttore del Dipartimento di Psicologia (Facoltà di Psicologia) dell'Università di Torino, profondo conoscitore ed amante delle rose.

Non si tratta di una semplice collezione botanica, bensì di un "giardino delle rose", dove l’elemento stupore e sorpresa, coglie immediatamente anche il più distratto visitatore.

Particolare attenzione è riservata alle antiche rose europee, quelle cioè non ancora ibridate con la R. cinese: le galliche, le centifoglie, le alba e le damascene. A metà ottocento i grandi testi sulle rose, tra cui il celebre The garden roses di W. Pole (1848) ne classificavano più di 600 varietà: oggi ne residuano circa un centinaio quasi tutte presenti nel Roseto della Sorpresa.

Oltre alle galliche, le più antiche rose coltivate in Europa, conosciute già nel mondo greco e romano, anche il gruppo delle Alba si connota per Amerio per un forte senso evocativo del passato e, tra queste, soprattutto la Rosa alba maxima, la Rosa bianca di York, risalente addirittura a prima del 400. Nel Roseto della Sorpresa un posto di riguardo è riservato, anche, alle rose himalayane, come la Rosa gentiliana di eccezionale robustezza e generosità di fioritura, e quelle originate dalle ibridazione delle rose europee con la Rosa chinensis, ottenute a partire dalla seconda metà dell’ottocento. Tra queste soprattutto le rose Bourbon ed alle Ibride Perpetue. Le loro varietà erano all’epoca almeno mille: ne sopravvive poco più di un centinaio in larga misura presente nel roseto. Sono anche rappresentate le rose Tea alcune delle quali sembrano bene acclimatarsi in Piemonte anche all'aperto come la cv "Lady Hillingdon" dalle splendide tonalità di giallo.

Non meno interessante risulta la collezione realizzata da Mark King, un cittadino americano che ha sposato un’italiana e vive in Piemonte da 10 anni. Fondatore e presidente della Hemerocallis Europa ha ricevuto importanti riconoscimenti dalla British Hemerocallis and Hosta Society per la promozione del genere Hemerocallis in Europa (Dick Kitchmann Award) ed il John Newbold Award per l'importante contributo come ibridatore delle Hemerocallis. Egli ha dato vita ad una collezione, visitabile previo appuntamento, contenente oltre 900 cultivar. Oltre alla collezione di Hemerocallis, Mark King ha realizzato una spettacolare raccolta di graminacee ornamentali: annovera oltre 120 tipi differenti tra specie ed ibridi che regalano la migliore visione tra fine maggio e novembre.

Non si può infine non citare la collezione botanica del giardino di Villa Sella a Saluzzo riconducibile alla tradizione dei cottage inglesi, la cui bellezza risiede nella sapiente unione del desiderio creativo e del collezionismo botanico. Qui la peonia con la sua fioritura fugace rappresenta la vera attrazione del giardino con oltre 250 varietà: organizzata in vere e proprie stanze verdi dove le peonie sono affiancate ad altre essenze vegetali ornamentali, la collezione non ha l'aspetto austero di una raccolta botanica ma l'armonia propria di un ambiente naturale.

Sappiamo che la realizzazione, la gestione ed il mantenimento delle collezioni richiede un onere elevato, non solo in termini economici, ma anche come tempo ed energie dedicate ad esse dai loro creatori. Seppur rappresentino un gravoso impegno molte di esse sopravvivono, consentendo la sopravvivenza di specie e varietà che altrimenti scomparirebbero. Costituiscono, pertanto, dei preziosi serbatoi di germoplasma e meritano maggiore attenzione e riconoscimenti anche da parte dell’opinione pubblica. Per qualsiasi collezionista la possibilità di mostrare il proprio lavoro è opportunità e fonte di gioia, e ciò rende, il loro lavoro utile anche in termini sociali, consentendo l’arricchimento di tutti coloro che desiderano conoscere questi importanti patrimoni.



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