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Enrico ne LA FINTA GIARDINIERA a Firenze 26/10/2006

Il tenore castellalferese Enrico Iviglia è impegnato in questi giorni presso il Teatro Comunale di Firenze nel ruolo del Podestà nell'opera "LA FINTA GIARDINIERA" di W. A. Mozart, messa in scena in occasione del 250° anniversario della nascita di Mozart.
La produzione, in collaborazione con il Maggio Musicale Fiorentino andrà in scena il 27-29-31 ottobre ed il 2 novembre 2006 al Teatro Comunale con la direzione di Enrique Mazzola e la regia di Emilio Sagi.
L’orchestra e l’allestimento sono del Teatro Comunale di Firenze.

L’opera, mai rappresentata a Firenze e sicuramente più conosciuta all’estero, si svolge a Lagonero, nella prima metà del XVIII secolo.
La trama de “La finta giardiniera” racconta che durante un attacco di gelosia, il Contino Belfiore aggredisce l'amante Violante e, credendo di averla uccisa, fugge.
Ma la Marchesa Violante è viva, e va in cerca di Belfiore.
Facendosi passare per giardiniera, ella entra al servizio del Podestà (interpretato da Enrico Iviglia).
In casa si stanno preparando le nozze tra Belfiore ed Arminda, nipote del Podestà.
Arminda, a sua volta, ha avuto una relazione tempestosa con Ramiro, che è fra gli invitati alla festa. Quando i quattro si incontrano di nuovo le vecchie passioni si riaccendono, incrociandosi con le nuove.
Si creano tensioni che portano sull'orlo della pazzia, ma alla fine si ricompongo le coppie di un tempo: Ramiro con Arminda , Violante con Belfiore.
Il Podestà è un "legante" di tutta l'opera, infatti le vicende si svolgono tutte nella sua casa e nel suo giardino.
Si tratta di un accanito donnaiolo: prima tenta di avere una storia con Sandrina, poi quando riceve il due di picche da questa allora ci prova con la cameriera.
Sarà colui che alla fine racconta la morale della storia: ricompone le antiche coppie e poi lui si sceglie un'altra bella, perché a lui va bene qualsiasi fanciulla!

Quest’opera rientra nel programma previsto per i vincitori del 60° Concorso Europeo per voci liriche di Spoleto. L'istituzione lirica di Spoleto "A. Belli" mette in luce giovani che hanno la capacità, l'energia e il talento per emergere da una realtà alquanto difficile da affrontare.
In questo Concorso europeo, che si svolge a marzo, salgono ogni anno sul podio solo 3 o 4 artisti tra i 100 candidati provenienti da tutta Europa. La giuria è tradizionalmente presieduta da volti nuovi della lirica e quest'anno il Presidente della giuria è stata il soprano Raina Kabaivanska.

Per i vincitori parte così l'avventura spoletina di sei mesi (aprile-settembre) dove si alternano master class di 10 giorni con artisti lirici  di fama (R. Bruson, R. Kabaivanska, N. De Carolis) lezioni di spartito con maestri accompagnatori, lezioni di alimentazione, foniatria, postura, arte scenica con finalità agli spettacoli che andranno in allestimento; il tutto in collaborazione con il Teatro dell'Opera di Roma.
Tutto questo per formare al meglio un cantante dalla vocalità al palcoscenico.

L'opera che ha aperto la 60^ edizione del Teatro Lirico di Spoleto è stata "Il Barbiere di Siviglia" di Gioacchino Rossini; opera conosciutissima da tutti, ma assente dalle scene spoletiane dal 1983 perché nessun tenore si era presentato al Concorso con le caratteristiche adatte per interpretare il ruolo del Conte d’Almaviva.
Così Iviglia, vince a marzo 2006 il 60° Concorso Europeo per voci liriche e debutta nel ruolo di Lindoro a Spoleto, con la regia di Giorgio Pressburgher e la bacchetta di Vito Clemente.
Enrico emerge dal cast in quanto esegue anche l'ultima aria "Cesa di più resistere" sempre tagliata per la sua difficoltà tecnica e vocale.

La produzione a giugno del prossimo anno (2007) partirà per le maggiori città del Giappone; Iviglia sarà al fianco di artisti come Antonino Siragusa e una delle recite canterà con Rosina interpretata da Sonia Ganassi.
Oltre al Barbiere, il tenore ha interpretato anche il ruolo di Liscione nella farsetta "La dirindina” di Domenico Scarlatti.



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