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Fratelli d'Italia 1/2/2007

L’Inno nazionale italiano FRATELLI D’ITALIA fu scritto nell’autunno del 1847 a Genova da Goffredo Mameli e musicato poco dopo a Torino dal musicista genovese Michele Novaro.
Con il titolo originale di “Canto degli Italiani” il nostro inno nacque alla vigilia della guerra con l’Austria.
L'immediatezza dei versi e l'impeto della melodia ne fecero il più amato canto dell'unificazione, non solo durante la stagione risorgimentale, ma anche nei decenni successivi.
Non a caso Giuseppe Verdi, nel suo Inno delle Nazioni del 1862, affidò proprio al Canto degli Italiani e non alla Marcia Reale, il compito di simboleggiare la nostra Patria, ponendolo accanto all’inglese “God Save the Queen” e alla francese “Marsigliese”.
Fu comunque soltanto il 12 ottobre 1946 che l'Inno di Mameli divenisse l'inno nazionale della Repubblica Italiana.

Da notare che nelle esecuzioni pubbliche si suonano solitamente soltanto le prime due strofe.


Fratelli d'Italia
L'Italia s'è desta,
dell'elmo di Scipio
S'è cinta la testa.
Dov'è la Vittoria?
Le porga la chioma,
Ché schiava di Roma
Iddio la creò.

Stringiamoci a coorte
Siam pronti alla morte
L'Italia chiamò.
Noi siamo da secoli
Calpesti, derisi,
Perché non siam popolo,
Perché siam divisi.
Raccolgaci un'unica
Bandiera, una speme:
Di fonderci insieme
Già l'ora suonò.


Stringiamoci a coorte
Siam pronti alla morte
L'Italia chiamò.
Uniamoci, amiamoci,
l'Unione, e l'amore
Rivelano ai Popoli
Le vie del Signore;
Giuriamo far libero
Il suolo natìo:
Uniti per Dio
Chi vincer ci può?

Stringiamoci a coorte
Siam pronti alla morte
L'Italia chiamò.
Dall'Alpi a Sicilia
Dovunque è Legnano,
Ogn'uom di Ferruccio
Ha il core, ha la mano,
I bimbi d'Italia
Si chiaman Balilla,
Il suon d'ogni squilla
I Vespri suonò.

Stringiamoci a coorte
Siam pronti alla morte
L'Italia chiamò.
Son giunchi che piegano
Le spade vendute:
Già l'Aquila d'Austria
Le penne ha perdute.
Il sangue d'Italia,
Il sangue Polacco,
Bevé, col cosacco,
Ma il cor le bruciò.

Stringiamoci a coorte
Siam pronti alla morte
L'Italia chiamò.



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