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Gerolamo Verdina 11/2/2007

Gerolamo Verdina
tesoriere ducale (notizie nel periodo 1617-1642)

Tra le molte famiglie castellalferesi illustri quella dei Verdina è ancora sconosciuta, pur avendo costituito per circa un secolo un preciso riferimento per la comunità locale.
L'origine del loro cognome è nel raro soprannome augurale latino Viridiana, derivato da viridis "verde", presente in area ligure-astigiana fin dal Medioevo.
I Verdina, documentati nel nostro paese a partire dalla prima metà del `500, furono i primi cittadini alferesi ad essere nobilitati dai duchi di Savoia.
Nel 1617 Gerolamo Verdina, prima ancora della concessione del feudo di Castell'Alfero ai Germonio di Ceva (1619) e agli Amico di Castell’Alfero (1643), divenne infatti Conte di Chiabran (ubicato nella Valle San Martino, nei pressi di Pinerolo), mentre i suoi discendenti furono Signori di Faetto e Riclaretto e consignori di Villarfocchiardo.
Come molti borghesi del loro tempo scalarono i ranghi della pubblica amministrazione e anche per loro, come per gli Amico, venne concessa una nobiltà "di servizio", dovuta agli incarichi civili o militari prestati al servizio del Duca di Savoia.
II primo protagonista di questa ascesa, Gerolamo, è nato in Castell'Alfero ed è il terzo dei cinque figli di Francesco Verdina, notaio documentato in Castell'Alfero nel 1546.
A differenza dei fratelli (una sorella, Dorotea, sposò Giuseppe Gagliardi di Castell'Alfero) le sue ambizioni si spostarono verso la capitale ove raggiunse sempre più rilevanti incarichi: tesoriere della Provincia di Pinerolo (1621), Mastro uditore (1625) e infine l'alto titolo di Consigliere e Tesoriere generale di quà dai monti (1632).
Progressivamente la sua famiglia abbandonò Castell’Alfero per collocarsi nella capitale subalpina e, stabilendo accorte alleanze matrimoniali, mantenne con i suoi discendenti importanti responsabilità nella corte ducale.
Il figlio di Gerolamo, Giambattista Andrea, sarà anch'egli Tesoriere della Provincia di Pinerolo, mentre Michele Gerolamo, nipote del già citato zio Gerolamo, divenne Segretario di Stato e finanze nel 1652 ed infine Commendatore dei SS. Maurizio e Lazzaro.
Nel 1687 Michele Gerolamo consegnò l'arma della famiglia così descritta: "Uno scudo ovale d'oro ad una rovere passata e ripassata in saltarello di sinopia fruttato dell'istesso nascente da una parte pure di sinopia" e motto "ROBORE ET INGENIO", ovvero Forza e Ingegno.
Tra gli illustri esponenti della famiglia si possono ancora ricordare Carlo Emanuele Alessio, (anch'egli Commendatore dell'Ordine dei SS. Maurizio e Lazzaro) e Giuseppe Vittoria Vincenzo, nato a Torino nel 1747, che venne soggiogato dagli ideali rivoluzionari tanto da inseguirli in Francia, morendo celibe a Parigi nel 1794.
Con lui si estingue la famiglia di antica origine alferese.

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testi di Claudio Di Lascio tratti dal Calendario Comunale di Castell'Alfero 2005



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