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Giovanni Tommaso De Rolandis 11/2/2007

Giovanni Tommaso De Rolandis
arciprete (Castell'Alfero, 1661 - 30 gennaio 1748)

Giovanni Tomaso De Rolandis nacque in Castell'Alfero nel 1661 da famiglia già affermata nella comunità locale; infatti il 21 gennaio dello stesso anno Giovanni Battista De Rolandis era stato nominato parroco di S. Pietro di Cassano, chiesa oggi scomparsa allora posta in corrispondenza dell'attuale località Boana.
Non sappiamo dove l'arciprete Giovanni Tomaso ebbe il suo noviziato ma certamente il 25 maggio 1691 egli divenne a sua volta parroco di S. Pietro di Cassano con la cura di 400 anime.
Allora nessuno poteva immaginare quale svolta attendesse il nostro paese.
Infatti, proprio su sollecitazione dell'arciprete, con decreto del vescovo di Asti Monsignor Innocenzo Milliavacca, il 13 marzo 1706 venne concessa la riunificazione delle parrocchie di S. Pietro di Lissano e S. Pietro di Cassano (esterne all'abitato) sotto l'unico titolo di S. Pietro di Lissano e la cura di ben 950 anime.
La nuova parrocchia faceva capo all'antica chiesa di S. Maria Assunta (che attestata già nel 1293 oggi anche dedicata ai SS. Pietro e Paolo) situata nelle pertinenze del castello e utilizzante l'antica torre civica come campanile.
Nel suo impegnativo apostolato (56 anni, il più lungo ministero tra le parrocchie del nostro paese) l'arciprete ebbe modo di segnare significativamente l'edilizia religiosa e consolidare le opere pastorali, certamente favorito dai nuovi feudatari, i Conti Amico.
Sotto la sua guida e grazie alla spinta demografica (800 anime nel 1691 e 1040 nel 1747) la parrocchia del concentrico vede il recupero e 1'abbellimento degli edifici sacri nella propria giurisdizione.
E' un bilancio straordinario così scandito.
Nel 1695 viene ricostruita la cappella della SS. Annunziata, già citata dal 1627 e poi dedicata alla Natività della Vergine, oggi situata in prossimità del cimitero.
Come registrato dalla visita pastorale di Monsignor Milliavacca del 1710, la chiesa di S. Maria Assunta, situata nel capoluogo, viene dotata di un pregiato pulpito e di ricchi paramenti forniti dalla famiglia Amico.
Nel 1730 viene ampliato l'abside della chiesa di S. Maria Assunta e nello stesso anno l'intraprendente arciprete acquista una piccola casa accanto alla vecchia canonica ottenendo, in seguito a restauri, una decorosa sede parrocchiale ancora oggi operante.
Nel 1830 la stessa casa verrà abbattuta e ricostruita a spese del Comune per iniziativa del vice sindaco, il medico Giovanni Antonio De Rolandis.
Il 16 novembre 1743 il conte Bartolomeo Giuseppe Amico fonda una cappellania laicale nella chiesa parrocchiale di Castell'Alfero con l'obbligo della celebrazione d'una Messa quotidiana perpetua assegnando un capitale di 9500 lire.
Stabilisce inoltre che si celebrino ogni anno 2 messe da requiem il 5 novembre in suffragio dei defunti della famiglia Amico e l’11 gennaio nell'anniversario della morte del padre Alessandro Francesco Ignazio, riservando a sé e ai suoi discendenti la nomina del cappellano.
Nel 1746 viene eretto il campanile, già torre civica, della chiesa di S. Maria Assunta (oggi parrocchiale dei SS. Pietro e Paolo) che nel 1952, per iniziativa di don Giovan Battista Bechis, verrà sopraelevato a 46 metri.
Alla metà del XVIII° secolo il nostro paese ha dunque ormai cambiato fisionomia, l'accentramento nel capoluogo della nuova sede parrocchiale e l'abbandono delle vecchie e malandate chiese favoriscono nuovi insediamenti e attività all'interno come in prossimità delle mura; Castell'Alfero si spoglia del retaggio medievale costituito dalle molte borgate satelliti, in favore di un nuovo borgo ben popolato e dotato di servizi.
A coronamento di tali trasformazioni, entro pochi anni una splendida villa comitale avrebbe preso il posto del vecchio castello feudale.
II 7 luglio 1747 le peggiorate condizioni di salute dell'arciprete De Rolandis, motivarono la nomina di un nuovo parroco per S. Pietro di Lissano, don Luigi Bussolini da Montechiaro.
Il 30 gennaio dell'anno seguente Giovanni Tomaso morì, nella canonica di Castell'Alfero all'età di 87 anni, per quei tempi una più che veneranda età.
Come era uso all'epoca venne sepolto il giorno seguente "prope cancellus are maioris in Cornu Evangely", vicino al cancello dell'altare maggiore della sua chiesa.


Nel 1743 l'arciprete De Rolandis favorì inoltre la ricostruzione dell'Oratorio dell'Annunciazione della Beata Vergine dei Disciplinanti (oggi chiesa Confraternita dei Battuti Bianchi), la cui chiesa era posta sotto la tutela della Compagnia di Sant'Anna. Un'iscrizione posta .sull'arco trionfale all'interno dell'edificio sacro ci ricorda:

BENEDICTA GLORIA DOMINI
DOMVS HAEC ORATIONIS DISCIPLINANTIVM
ANTIQVA VETVSTATE COLLABENTE
SVMTIBVS SOCIETATIS ET PIORVM LARGITI Ó.BVS
DO ROBA JOANNE BAPT.A PRIORE BENEFICENMO
ANNO 1743 E 1744 FVNDITVS
REFECTA
PICTVRIS EXORNABATVR
A, 1829




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testi di Claudio Di Lascio tratti dal Calendario Comunale di Castell'Alfero 2005



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