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Deodato Pastrone 21/2/2007

Deodato Pastrone
notaio e sindaco (attivo, 1786 - 1840)

Tra le più celebri famiglie di Castell'Alfero, da sempre in buoni rapporti con la famiglia dei conti Amico (testimoniati dal titolo di "Sovrintendente alle terre del conte" attribuito a un Giovanni Battista Pastrone all'inizio del secolo) nel corso del `700 i Pastrone saldarono un rapporto fiduciario con la nobile famiglia alferese al punto da divenirne sia amministratori (con il compito di esigere canoni e tributi) che veri e propri esattori.
Quella dei Pastrone costituì inoltre per circa un secolo una sorta di monopolio del notariato locale, prima con Giovanni Battista (1747) fino al suo celebre pronipote Deodato.
Questi raccolse una fin troppo scontata tradizione famigliare iniziando la sua attività nel 1786 nella piazza notarile di Piovà ricevendo il 9 giugno 1795 l'investitura della piazza di Rosingo (oggi Cerrina Monferrato) dapprima affiancando il padre Francesco e poi sostituendolo alla sua scomparsa nel 1794.
Ma la vocazione di Deodato non è tra cavilli e transazioni ma al servizio del bene pubblico poiché le sue simpatie giacobine lo porteranno nel 1802 ad abbandonare l'attività rogatoria per dedicarsi totalmente alla pubblica amministrazione.
Prima segretario e poi sindaco "Maire" di Castell'Alfero per quasi tutto il periodo dell'occupazione francese, in un'epoca di tumulti il Pastrone ricoprì il massimo incarico cittadino dal 1788 al 1790, dal 1801 al 1808 e nel 1810, conquistando favore popolare e meritandosi la riconoscenza dei conti Amico.
Nel 1796, infatti, un gruppo di contadini di fede realista asserragliati nel paese cedette alfine alle truppe francesi assedianti che per rappresaglia tentarono di appiccare il fuoco al castello.
Furono dissuasi dall'autorevole intervento del Pastrone mentre i malcapitati insorti verranno poi tradotti nelle carceri di Asti.
Nell'alternarsi dei poteri repubblicani e feudali nelle province piemontesi, il Pastrone, nonostante le aperte simpatie filo-francesi, non conobbe l'onta della galera, pur essendo stato segnalato quale "Commissario del Tribunale d'Alta Pulizia e giacobino di prima classe" dalla polizia sabauda.
Egli non rinunciò a sfruttare l'opportunità di acquistare alcuni dei fondi terrieri un tempo possesso delle congregazioni religiose soppresse dal governo francese; tra queste una cascina in Calliano già proprietà dei Certosini di Asti, acquistata al prezzo di 14.100 vecchi Franchi francesi per 237.570 mq. di superficie, una notevole spesa per quei tempi.
Alla Restaurazione, escluso dai pubblici incarichi, Pastrone si dedicò alla poesia.
Nel 1822 il rivoluzionario Deodato compose un sonetto in occasione del passaggio da Asti della duchessa di Savoia Maria Anna del Chiablese e nel 1840 partecipò alla ricostituzione dell'Accademia Filarmonica, Scientifico-Letteraria di Asti, stabilita nel palazzo Roero di Settime.
Quest’assemblea fu inizialmente composta da 168 soci presieduta dal governatore della Divisione di Alessandria, conte Galateri di Genola, con vice presidente il vescovo di Asti, mentre tra gli amministratori vi erano il sindaco di Asti e alcuni consiglieri comunali tra i quali Giuseppe Pogliani.
Amministratore attento, Deodato Pastrone passò indenne attraverso un quarto di secolo che avrebbe cambiato il mondo facendo tesoro delle sue intense relazioni, delle amicizie e delle occasioni culturali rivelatori di una personalità di spicco sospesa tra aneliti rivoluzionari e filantropia.

Il 28 marzo 1849 il canonico Carlo Vittorio Pastrone, fratello di Deodato, fonda un Lascito a suo nome in favore del Comune di Castell'Alfero. Costituitosi in Ente morale nel 1852, il Lascito verrà in seguito retto dalla locale Congregazione di carità che nel 1920 venderà le proprietà per la cifra di 20.000 lire. 
Tra i beneficiari compare anche il nostro Comune che riceve un legato di Lire 100 con la scopo di "insegnare a leggere alle figlie di Castell'Alfero" attraverso un "uomo morigerato che venisse nominato dall'Arciprete di Castell'Alfero".

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testi di Claudio Di Lascio tratti dal Calendario Comunale di Castell'Alfero 2005



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