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il Roseto diventa Giardino Storico piemontese 8/8/2007

Lunedì 30 luglio 2007 la Giunta della Regione Piemonte ha deliberato di istituire 24 nuove aree di interesse botanico che si vanno ad aggiungere ai 54 Giardini Storici e Botanici del Piemonte già riconosciuti.
La proposta era stata fatta dall’Assessore ai Parchi ed alle Aree protette Nicola de Ruggiero, sulla base della legge regionale 22 del 1983 che prevede un’azione di salvaguardia e di sviluppo delle aree di interesse botanico.
Questa legge piemontese ha il fine di consentire:
- l’utilizzazione scientifica dei giardini botanici;
- la moltiplicazione e diffusione delle specie endemiche, critiche ed in estinzione;
- favorire lo sviluppo e la conservazione delle specie botaniche;
- creare una banca dei semi delle specie più minacciate per assicurarne la sopravvivenza ed il rinfoltimento nelle aree originarie di diffusione;
- provvedere alla sorveglianza fitopatologia delle specie in via di estinzione;
- salvaguardare la flora e provvedere al suo studio ed alla sua conservazione all’interno dei parchi e delle riserve naturali regionali.
La Regione Piemonte per l’anno 2007 aveva già messo a bilancio 800.000 euro per la tutela delle aree.
Intanto il settore Pianificazione delle Aree Protette della Regione sta portando a termine il censimento delle aree regionali di valenza storica e botanica.

Tra le 24 nuove aree vi è anche il Roseto della Sorpresa di proprietà di Piero Amerio e Luisa Orlandini, che si trova a Serra Perno, frazione di Castell’Alfero (AT).

Questa la relazione sul roseto castellalferese che accompagna la delibera regionale:
Il roseto “La Sorpresa”, che circonda l’ottocentesca Cascina omonima per circa 14.000 mq., è un’interessante sistemazione ambientale ove il proprietario del fondo ha raccolto, nell’arco di trent’anni, una collezione di rose botaniche e antiche, oggi nota e descritta in numerose pubblicazioni scientifiche, divulgative e di giardinaggio.
La collezione di rose è ben ambientata nel piccolo parco composto in larga parte da specie autoctone, quali roveri, carpini, tigli, noci e bagolari, e presentante alcuni esemplari di notevoli dimensioni.
Nel roseto si trovano anche un centinaio di rose moderne ma in specie non facilmente reperibili e perciò di indubbio interesse per gli studiosi, per gli ibridatori e per gli amanti del genere Rosa.
Il roseto costituisce quindi un patrimonio genetico che offre anche informazioni scientifiche circa l’adattamento del genere alle condizioni pedo-climatiche di questa regione del nord Italia.
L’area è aperta al pubblico per visite scientifiche e di appassionati e svolge pertanto una funzione didattica e di informazione sul tema più generale relativo al giardino artigiano.


Fra i nuovi giardini tutelati segnalo altri 3 ingressi che riguardano l’astigiano:
- Parco di Villa Badoglio di Asti, proprietà della Provincia di Asti
- Giardino del Castello di Rorà di Costigliole d’Asti, di proprietà comunale
- Parco del Castello di Piea, di proprietà della società Antonella s.a.s.


Nell’elenco Ufficiale della Regione Piemonte dei 54 GIARDINI STORICI di interesse botanico compariva sinora il solo Parco del Castello di Montiglio Monferrato.
La Provincia di Alessandria aveva 5 giardini, quella di Asti 1, Biella 3, Cuneo 11, Novara 3, Torino 22, Verbania 9.

Invece l’elenco ufficiale della Regione Piemonte dei GIARDINI BOTANICI pubblici, dove vengono censiti i giardini con finalità scientifiche e gestiti da organismi pubblici, fondazioni ed associazioni, è composto da 13 giardini più altri tre in allestimento, nessuno di questi nella provincia di Asti.



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