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Iviglia ne LUCREZIA BORGIA al Regio di Torino 31/3/2008

ENRICO IVIGLIA DEBUTTA AL TEATRO REGIO DI TORINO
Interpreterà il ruolo di Rustighello nell’opera “Lucrezia Borgia” di Gaetano Donizetti.

Nuovo debutto per il tenore castellalferese Enrico Iviglia, che è stato scelto dal Teatro Regio di Torino per interpretare il ruolo di Rustighello nell’opera “Lucrezia Borgia”, melodramma in un prologo e due atti su libretto di Felice Romani e musica di Gaetano Donizetti, in scena per la prima volta al Teatro alla Scala di Milano il 26 Dicembre 1833 e ora, dopo 90 anni, riproposto dal più importante teatro piemontese dal 3 al 16 aprile. Dieci recite. Tutto esaurito!

Dopo gli studi effettuati presso il conservatorio della città, Iviglia ritorna a Torino ricoprendo un ruolo al fianco di artisti di fama mondiale tra i quali spicca il nome di Dimitra Theodossiou, Michele Pertusi, José Bros, sotto la bacchetta del maestro Bruno Campanella e la regia di Francesco Bellotto. 


 


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Stagione d’Opera 2007-2008
LUCREZIA BORGIA

Giovedì 3 aprile alle ore 20 andrà in scena Lucrezia Borgia, melodramma in un prologo e due atti composto da Gaetano Donizetti sul libretto che Felice Romani trasse dall’omonimo dramma di Victor Hugo. Sul podio il Maestro Bruno Campanella, che ha scelto il Teatro Regio e la sua Orchestra, alla quale è da tempo legato, per debuttare in questo titolo. L’allestimento, realizzato in coproduzione con il Bergamo Musica Festival «Gaetano Donizetti» e l’Ente Concerti «Marialisa De Carolis» di Sassari, porta la firma del regista Francesco Bellotto. Grande attesa per gli altri importanti debutti sul palcoscenico torinese, quello del soprano Dimitra Theodossiou, che interpreterà per la prima volta il ruolo di Lucrezia e per quello del contralto americano Kate Aldrich nella parte “en travesti” di Maffio Orsini.

La prima rappresentazione dell’opera ebbe luogo al Teatro alla Scala di Milano nel dicembre 1833 – forte dell’enorme successo che il dramma di Hugo aveva riscosso a Parigi dieci mesi prima – anche se il soggetto, con assassinii, incesti, pugnali, veleni e passioni esasperate, era particolarmente difficile per l’epoca e per le rigide maglie della censura tanto da costringere gli autori, nel corso degli anni, a modifiche sostanziali del titolo, dei versi e della trama. Per Lucrezia, Donizetti scrisse due finali differenti: in questa produzione direttore e regista hanno optato per una sorta di mélange tra le due versioni. Scelta che – spiega Campanella – giova molto ai due protagonisti perchè permette a Gennaro di cantare un bellissimo arioso e di non uscire di scena in modo repentino e a Lucrezia regala un’aria e una cabaletta molto drammatiche.

Il melodramma è ambientato all’inizio del sedicesimo secolo, prima a Venezia e poi a Ferrara. Gennaro, capitano di ventura, insieme ad alcuni amici, tra i quali Maffio Orsini, si trova a Venezia a una festa in maschera dove apprende della malvagità di Lucrezia Borgia. A una donna mascherata narra di non aver mai conosciuto la madre, ma in realtà è proprio alla donna che lo ha generato che svela la sua storia. Dietro la maschera si cela Lucrezia Borgia e sono gli amici di Gennaro a svelarne l’identità, insultandone il nome. Il gruppo di amici si sposta a Ferrara dove provocano nuovamente la rabbia di Lucrezia e del suo quarto consorte, il duca Alfonso d’Este, sfregiando lo stemma dei Borgia sul palazzo ducale. Lucrezia chiede al marito di giustiziare i responsabili, ma quando scopre che anche il figlio è condannato tenta di ottenerne la salvezza presso il marito. Potrà scegliere solo in che modo dargli la morte e opta per il veleno, così da salvarlo con un antidoto. Gennaro si trova quindi nuovamente coinvolto nella vendetta sferrata dalla duchessa contro coloro i quali l’avevano ingiuriata a Venezia, destinati tutti a morire per veleno. Lucrezia, dopo averlo riconosciuto, gli svela di essere sua madre, e lo supplica di bere l’antidoto, ma il giovane, solidale con gli amici, rifiuta e muore.

Bruno Campanella, il cui nome è nel mondo sinonimo di “belcanto”, si misurerà, per la prima volta, con Lucrezia Borgia. Ma non è il solo a scegliere il palcoscenico del Regio per un importante debutto, anche Dimitra Theodossiou, uno dei soprani italiani più amati nel mondo, ha deciso di affrontare finalmente l’impervio ruolo di Lucrezia, e il contralto statunitense Kate Aldrich interpreterà per la prima volta il ruolo en travesti di Maffio Orsini. Gli altri strepitosi interpreti sono José Bros, tenore dal bellissimo timbro e dalla tecnica eccellente, nel ruolo di Gennaro e Michele Pertusi in quello di un lussuoso Don Alfonso. Il Coro del Teatro Regio è diretto da Claudio Marino Moretti. La regia dello spettacolo, perfettamente inserita nello spirito romantico del testo, si avvale delle ambientazioni tardo-rinascimentali di Angelo Sala e dei costumi di Cristina Aceti.

L’opera andrà in scena per dieci recite dal 3 al 16 aprile.


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ARGOMENTO
L’azione del prologo è in Venezia; quella del dramma in Ferrara. L’epoca è sul cominciare del secolo XVI.

PROLOGO
Gennaro, capitano di ventura, insieme a Maffio Orsini e ad altri amici, partecipa a una festa mascherata a Venezia, a Palazzo Grimani. Alcuni di loro raccontano quanto sia malvagia Lucrezia Borgia. Rimasto solo, Gennaro si addormenta. Entra una donna mascherata, Lucrezia. Gennaro si sveglia e le racconta di non aver mai conosciuto sua madre, lui credeva di essere figlio di un pescatore napoletano, ma un giorno un uomo gli confidò che quello non era il suo vero padre e gli portò una lettera nella quale sua madre lo pregava di non cercarla mai. Lucrezia è commossa (è lei la vera madre di Gennaro) e invita il giovane ad amare la madre e a sperare di poterla incontrare, un giorno. Ritornano gli amici di Gennaro; Maffio Orsini riconosce Lucrezia, tutti la insultano raccontando i suoi delitti, Gennaro non capisce il perché del loro comportamento, e quando strappano la maschera a Lucrezia: “è la Borgia… ravvisala”, la donna sviene.

ATTO I°
A Ferrara. Il duca Alfonso, quarto marito di Lucrezia, crede che Gennaro sia l’amante della moglie. Anche Gennaro e i suoi amici sono a Ferrara e, passando davanti al palazzo che reca lo stemma dei Borgia sulla facciata, Gennaro cancella con il pugnale la lettera “B”, così appare la scritta “orgia”. Lucrezia, offesa, chiede al marito che chi ha compiuto un atto così indegno venga giustiziato. Alfonso ha già catturato Gennaro e Lucrezia è sconvolta nel vedere che il condannato è suo figlio. Invano chiede ad Alfonso di salvarlo, il duca rifiuta, Lucrezia può solo scegliere se dargli la morte con un pugnale o con un veleno. La donna sceglie il veleno. Gennaro beve il vino avvelenato, ma Lucrezia riesce a dargli un antidoto e lo supplica di allontanarsi da Ferrara.

ATTO II°
Prima di partire, Gennaro va con Maffio Orsini a una festa nel palazzo della principessa Negroni, ma a un tratto si spengono le luci e si chiudono le porte. Appare Lucrezia, che svela la sua vendetta: chi l’aveva ingiuriata a Venezia sta per morire avvelenato. Con orrore scopre che c’è anche Gennaro. Invano gli chiede di bere l’antidoto, il giovane rifiuta se non potranno berlo anche i suoi amici. Lucrezia gli confessa di essere sua madre, Gennaro muore, Lucrezia si accascia sul corpo del figlio.

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Lucrezia Borgia
Melodramma in un prologo e due atti
Libretto di Felice Romani dall’omonimo dramma di Victor Hugo
Musica di Gaetano Donizetti

Personaggi ed Interpreti
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Donna Lucrezia Borgia, consorte di Don Alfonso – soprano
Dimitra Theodossiou
Fiorenza Cedolins
Angeles Blancas Gulin

Don Alfonso, duca di Ferrara – basso
Michele Pertusi
Simone Del Savio

Gennaro, capitano di ventura - tenore
José Bros
Raúl Hernández

Maffio Orsini, nobile romano - contralto
Kate Aldrich
Barbara Di Castri

Jeppo Liverotto, giovine signore – tenore
Giacomo Patti

Don Apostolo Gazella, signore napoletano – basso
Marco Calastra

Ascanio Petrucci, nobile senese basso
Donato Di Gioia

Oloferno Vitellozzo, altro nobile – tenore
Emanuele Giannino

Gubetta, spagnuolo, confidente di Lucrezia - basso
Enrico Marabelli

Rustighello, confidente del duca Alfonso – tenore
Enrico Iviglia

Astolfo, scherano al servizio dei Borgia - basso
Alessandro Guerzoni

Usciere – tenore
Gualberto Silvestri
Marino Capettini

Un coppiere – basso
Ricardo Mattiotto
Marco Tognozzi

Voce interna - baritono
Franco Rizzo
Alessandro Inzillo

Direttore d’orchestra
Bruno Campanella

Regia
Francesco Bellotto

Scene
Angelo Sala

Costumi
Cristina Aceti

Luci
Andrea Anfossi

Assistente alla regia
Edoardo Cavalli

Maestro del coro
Claudio Marino Moretti

Orchestra e Coro del Teatro Regio
Allestimento in coproduzione con Bergamo Musica Festival Gaetano Donizetti e Ente Concerti Marialisa De Carolis - Sassari

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CALENDARIO DELLE RAPPRESENTAZIONI

Giovedì 3 aprile ore 20
Sabato 5 aprile ore 20
Domenica 6 aprile ore 15
Martedì 8 aprile ore 15
Mercoledì 9 aprile ore 20
Giovedì 10 aprile ore 20
Sabato 12 aprile ore 20
Domenica 13 aprile ore 15
Martedì 15 aprile ore 20
Mercoledì 16 aprile ore 20



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