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la chiesa parrocchiale S.S. Pietro e Paolo 22/1/2006

 



Anticamente Castell'Alfero aveva due chiese parrocchiali, entrambe fuori dall'abitato, intitolate l'una a San Pietro di Cassano e l'altra a San Pietro di Lissano; esse dipendevano dalla Cattedrale di Asti nel 1345, come risulta nel Registro delle chiese della Diocesi di Asti stilato per volontà del Vescovo Arnaldo de Rosette. La prima aveva un reddito di 15 lire astesi, mentre la seconda di 12.

Dalla relazione della prima visita pastorale fatta dal vescovo di Asti monsignor Domenico Della Rovere nel 1570 si rileva che il Vescovo col suo seguito fu accompagnato alla Chiesa di Santa Maria dell'Assunta, situata entro il paese nel recinto del castello dove avevano luogo le funzioni parrocchiali, non solo perché le due Parrocchie erano distanti dal concentrico e quindi scomode, ma anche perché esse si trovavano in pessime condizioni; una aveva l'altare semidistrutto e l'altra minacciava rovina. Il Vescovo ordinò che fossero riparate, magari servendosi del materiale del vecchio campanile della Chiesa di S. Pietro di Cassano che era stato demolito perché pericolante; stabilì inoltre che fossero sequestrati i frutti dei due benefici finché non fossero state ultimate le restaurazioni, alle spese delle quali doveva anche concorrere la comunità.
Nel 1578 le due parrocchie vengono raggruppate nel Vicariato foraneo di Castagnole Monferrato dopo il sinodo di quell'anno.
Nella visita pastorale di monsignor Angelo Peruzio, delegato apostolico, del 1585 le due Chiese furono trovate sempre nelle stesse tristi condizioni; in esse non si celebrava più ed erano tenute chiuse.
La visita del vescovo di Asti monsignor Francesco Panigarola nel 1588 trovò la situazione immutata e visto il pessimo stato della Chiesa di S. Pietro di Lissano stabilì che, ove non fosse stato possibile restaurarla venisse demolita, sostituendola con una Cappella sotto lo stesso titolo.
Nella visita pastorale del 1619 il vescovo di Asti monsignor Isidoro Pentorio trova ancora le due chiese ancora in cattivo stato. Il parroco di S. Pietro di Lissano era don Bernardo Forno.
Nel 1627 monsignor Ottavio Broglia riscontra che mentre la Chiesa di S. Pietro di Cassano era stata nel frattempo riattata, l'altra era tuttora cadente e rovinosa; il Vescovo ripeté l'ordine di demolirla, sostituendola con una Cappella, ciò che venne fatto qualche anno dopo.
Dopo istanza dell'arciprete don Giovanni Tommaso De Rolandis il 13 marzo del 1706 le due Parrocchie furono riunite in una sola sotto il titolo di San Pietro di Cassano e di Lissano, e la Chiesa di S.Maria Assunta ne era la sede; la nuova parrocchia aveva 950 fedeli.
Dalla data dell'unificazione delle Parrocchie la Chiesa di Santa Maria Assunta diventa la effettiva edunica Parrocchia del capoluogo; le due vecchie Chiese di S. Pietro di Cassano e di S. Pietro di Lissano sono d'ora in poi citate solo come Cappelle campestri nelle quali si celebrava saltuariamente per i defunti e dopo il 1730 non sono più nominate, segno evidente che erano andate distrutte.
La Chiesa di S.Maria dell'Assunta era in realtà da molti anni l'unica regolarmente usata per le funzioni; la costruzione era a tre navate e in essa erano conservate le reliquie di S.Bartolomeo apostolo, di S. Stefano e di S.Crispino. Vi esisteva un grande sepolcro per deporvi i cadaveri, perché nonostante il divieto del Vescovo si continuavano a tumulare nel Cimitero le sole ossa quando venivano sgombrate dal sepolcro; annesso alla Chiesa s'innalzava il campanile con tre campane.
Nella visita pastorale del 1710 di monsignor Innocenzo Milliavacca la Chiesa di S. Maria Assunta era stata riscontrata un po' vecchia, oscura ed umida e doveva perciò essere riattata; fu constatato però che era ben fornita di ricchi paramenti.
Verso il 1730 questa Chiesa fu ampliata e migliorata dietro l'altare maggiore per ottenere maggiore luce ed aerazione, ma la popolazione manifestava il desiderio di avere una nuova Chiesa.
Nel 1746 viene edificato il campanile della chiesa.
Nel 1766 essa fu riedificata dalle fondamenta, in stile barocco, pare su disegno dell'architetto Benedetto Alfieri, con le sole oblazioni dei parrocchiani.
Nel 1804 la chiesa fu ancora migliorata e poi riconsacrata dal vescovo di Asti monsignor Pietro Giuseppe Arborio Gattinara da Vercelli
Nel 1817 con la bolla "Beati Petri" il papa Pio VII assegna alla diocesi di Asti 106 parrocchie suddivise in 25 vicariati; Castell'Alfero è inserita nel vicariato di Corsione.
Nella sua visita del 1836 monsignor Amatore Lobetti trovò la Parrocchia di eccellente struttura ed in ottime condizioni; questa visita pastorale era la prima che un Vescovo intraprendeva dopo molti anni; le visite si erano dovute sospendere a causa prima delle guerre e poi per il propagarsi del colera, che aveva infierito nel 1832 sia nella città di Torino che nella sua provincia.
Ora, passati i pericoli, le visite erano ricominciate da Castell'Alfero, dove l'ultima risaliva al 1749. Il Vescovo vide le reliquie esistenti nella Chiesa: una di particole di legno della Santa Croce con lettera autentica, un'altra di particole di ossa dei SS. Pietro e Paolo ed una terza di S. Giovanni; vi si conservava anche una preziosa statua in legno della Nostra Signora del Rosario, opera del Plura.
Nel 1933 la Chiesa Parrocchiale fu ampliata spostando in avanti di m. 6,30 il frontale, che fu ricostruito in stile barocco su disegno dell'architetto Gallo di Torino; nell'anno successivo fu abbellita con belle decorazioni e con la costruzione in marmo degli altari del Sacro Cuore, della Santa Vergine, di S. Giuseppe e di S. Giovanni Bosco.
Il campanile, che era sempre quello costruito nel 1746 e che stonava con lo stile della nuova facciata fu rifatto e sopraelevato a 46 metri, con forma elegante e snella, confacente al frontale della Chiesa. I lavori furono ultimati nel 1952 e la grandiosa opera è dovuta all'iniziativa del Parroco, don Giovanni Bechis.
Il comune contribuì facendo collocare sul nuovo campanile un orologio luminoso a quattro quadranti.

 

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Bibliografia:
-  DEZZANI Gen. Edoardo - La valle del Torrente Versa ed i suoi castelli -1959
-  fotografia d'epoca tratta dall'archivio di GAMBA Franco



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