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BOND̀ TOMÀ - omaggio a Carlo Artuffo 4/11/2008

II Comune di Castell'Alfero in collaborazione con l'Associazione C’era una volta e la locale Pro loco, per ricordare nel 50° anno dalla morte il grande attore astigiano Carlo Artuffo, nato ad Asti il 26 giugno 1885 e morto a Trofarello (TO) l’11 giugno 1958, mette in scena lo spettacolo BONDÌ TOMÀ rassegna di monologhi dialettali realizzata da Luciano Ravizza con la partecipazione di Fabio Fassio della Compagnia Teatro degli Acerbi e regista nella Compagnia I bon dabon, Giulio Berruquier, insegnate di dizione e fondatore, attore e regista della Compagnia ‘dla Baudetta, Luciano Nattino della Casa degli Alfieri, e dello stesso Luciano Ravizza.
La serata si svolgerà sabato 15 novembre 2008 alle ore 21.00 nello splendido Salone Verde del castello di Castell'Alfero, e saranno presenti alcuni parenti dell’Artuffo.
Lo spettacolo sarà imperniato nella presentazione di 15 monologhi di Carlo Arruffo, con sorpresa finale.

 

immagine di Carlo Artuffo che apparì sul retro dei 45 giri in vinile della Odeon (Foto Bosco - Torino)


ARTUFFO CARLO, un nome, un protagonista piemontese
Nato ad Asti nell’anno 1885, si trasferì a Torino appena dopo la prima Guerra Mondiale e si esibì come macchiettista nella compagnia di Mario Casaleggio.
Era quello il tirocinio d’ogni attore a quei tempi, la dimostrazione è che lo stesso Gianduja, prima di diventare carattere, fu una maschera.
L’Artuffo passò poi negli anni 1931 - 1932 alla Compagnia dello Stabile, per poi nuovamente rientrare con il Casaleggio nel ‘35.
Negli anni ‘31 - ‘32 si esibì conMacario ed Angelo Alessio, ed è certo di questi anni che nasce la sua prima parodia: Mi povr'om me mort a vaca.
Sempre in questi anni ha modo di partecipare come attore a cinque film, grazie anche all’amicizia che lo lega al Casaleggio:
- Pietro Micca (gennaio 1938 - durata 90 minuti) del regista Aldo Vergano dove interpreta un minatore della "Compagnia delle talpe"; film girato presso gli studi FERT di Torino.
- Tre fratelli in gamba (3 febbraio 1939 - durata 70 minuti) del regista Alberto Salvi; film girato presso gli studi Titanus di Roma.
- Troppo tardi l'ho conosciuta (11 gennaio 1940 - durata 78 minuti) del regista Emanuele Caracciolo dove interpreta Carlo; film girato presso gli studi FERT di Torino.
- L'ultimo combattimento (2 aprile 1941 - durata 75 minuti) del regista Piero Ballerini dove interpreta lo Zio Camillo; nel cast anche Peppino De Filippo e Dino De Laurentis; film girato presso gli studi FERT di Torino.
- Margherita fra i tre (luglio 1942 - durata 70 minuti) del regista Ivo Perilli dove interpreta un autista; nel cast anche Carlo Campanini; film girato presso gli studi FERT di Torino.
- Bacini diventa milionario (1944) del regista Domenico Valinotti; film girato presso gli studi FERT di Torino.


Carlo Arruffo era un cantante capace, un discreto pittore, un vulcano di idee nello scrivere testi, basti ricordare i più conosciuti monologhi:
- Pì creten che paraj as meur
- Cola birba 'd Flipòt
- Dòn Lorans ant ij pastiss
- Ij milion ëd barba Giaco
- A l’è questiôn d’ nen piessla
- La predica d’ Don Cócala
- Tômà a Teatro
- Tômà dal Sett-min
- Tômà dal dentista
- Questi cari parenti
- Na parentela baravantana
- Ah che gollio, o che piacero… m’hanno fatto cavaliero
- Ij pompista del me pais
- L’amor l’è po’ polenta

Come attore ottenne diversi riconoscimenti specialmente con Ël chirà ad Rocabrusà, interpretato con Mariuccia Casaleggio, Germana Romeo, Nuccia Robella e Gigi Gemelli.
Passato poi in RAI nel secondo dopoguerra, si dedicò a partire dal 1945 alla propria discografia con quattro dischi a 78 giri, in essi figuravano quelle sue vaudeville più note allora da Mi povr’om me mort a vaca alla Tòta 900.
Partecipò ad alcune trasmissioni di “Bondì cerea” che poi lasciò alla figlia Maria Antonietta (nata ad Asti nel 1907 e morta a Torino nel 1956).
Al dolore per la morte della figlia sopravvisse ancora poco più di un anno e mezzo, quando l’undici di giugno 1958 chiuse per sempre gli occhi anche lui.
L’etichetta discografica Odeon Carish di Milano incise a cavallo del 1960 in omaggio a Carlo Artuffo ben 12 dischi in vinile 45 giri, ognuno dei quali contenente 4 suoi monologhi.
Grande interprete del tipico “Tòni” artigiano monferrino seppe portare in scena tante tipiche espressioni di quella campagna che stava morendo.
Una civiltà fatta solo più di interessi economici creava zone e paesi sempre più vuoti ed isolati, e lui forse senza nemmeno saperlo ha fatto sì che tante parole allora d’uso comune fossero tramandate a noi.
Oggi qualcuno si chiede da dove derivino parole come “sgiaj” che proprio in quegli anni Cesare Pavese utilizzava quale titolo di un brano nel suo romanzo “Lettere”, ma di parole come questa c’è ne sarebbero tante, tutte utilizzate dall’Artuffo con una sapiente ricerca.

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per info:
Luciano Ravizza  luciano.ravizza@alice.it 
tel. 0141 204332 - cell. 337 248983


 

copertina di un 45 giri del 1960



gli interpreti di BONDÌ TOMÀ 2008


LUCIANO NATTINO
Nasce ad Asti nel giugno del 1949. Si laurea nel 1971 all’Università Bocconi, nello stesso anno fonda insieme ad un gruppo di amici, il collettivo Magopovero, diventato poi nel 1978 gruppo professionista ed oggi mutato in Casa degli Alfieri. Luciano Nattino cura la regia ed i testi dei principali spettacoli della compagnia. Nell’anno 1977, il Nattino con Emanuele Pastrone ed altri fonda la Compagnia amatoriale Angelo Brofferio, che farà parte del gruppo Amis dla Pera. Raccoglie innumerevoli successi non solo nazionali. Nell'anno 1994 Nattino e soci creano a Castagnole Monferrato la Casa degli Alfieri, un centro studi e produzione culturale con annessi gli uffici. Alcuni spettacoli del Nattino effettuano tournèe all’estero: nel 2007 il suo testo “Madie e Jane” è rappresentato con successo a New York. Impegnato anche sul terreno della cultura popolare, cura in alcuni paesi il ripristino d’antiche usanze del luogo, dall’anno 2004 collabora con il Teatro degli Acerbi e qui nascono i suoi più recenti spettacoli. Nattino è anche il Presidente nazionale dell’Associazione delle Compagnie e delle residenze d’innovazione Teatrale (ANCRIT) aderente all’Agis.

FABIO FASSIO
Nasce ad Asti nel 1973 e vive e lavora a Rocca d’Arazzo. Da quindici anni nel mondo del teatro, è fondatore ed attore della Compagnia Teatro degli Acerbi, si diletta di tetro piemontese da molti anni, cura le regie e recita nella Compagnia dialettale I Bon Dabon, per la quale ha scritto le commedie: “In cichet d’amor” ispirata all’opera di G. Donizetti "L’elisir d’amore”, “Tre chisin-e na malva e n' sassin”, Sant’Antoni smòrta ‘l feu!”, “Flipòt l’ha vist ël maschi”. Utilizza un vasto repertorio di Carlo Artuffo nello spettacolo “Storie di paese” del Teatro degli Acerbi.

GIULIO BERRUQUIER
Fantasista, attore poliedrico, regista, autore, coautore con Elio Leotardi dei testi realizzati dalla Compania ‘dla Baudetta, insegnante di recitazione presso l’U.T.E.A. di Asti. Ha ottenuto riconoscimenti come miglior attore, con un suo testo e la regia de “Il ruggito dell’Asino” con il Borgo San Marzanotto ha vinto il primo premio del concorso teatrale Palio al Palo. Ha partecipato ad alcune edizioni del “Gelindo” e collaborato con molte compagnie astigiane. Ama da sempre il teatro di strada.

COMPANIA 'DLA BAUDETTA
Gruppo teatrale presente sulle piazze piemontesi da 25 anni, rappresentando commedie dialettali di propria produzione, teatro di strada, scenette, rievocazioni storiche. La compagnia, che conta pochi elementi affiatati, ha vinto premi e riconoscimenti nell'ambito di concorsi di teatro dialettale ed ha fatto parte del gruppo che, nel 2002, ha inaugurato il teatro Alfieri di Asti rimesso a nuovo dopo 23 anni di lavori. L’impegno degli attori si abbina al divertimento, poiché la Compagnia recita per divertirsi (e divertire) e non intende fare di questo lavoro una professione. Per rendere omaggio al grande Artuffo, Franca Ramello, Elio Leotardi e Giulio Berruquier hanno scritto e interpretato alcune scenette tratte dagli intramontabili monologhi dello scomparso genio piemontese.

LUCIANO RAVIZZA
Scrittore e poeta dialettale, vincitore di ambiti premi, vice presidente dell’Associazione C’era una volta, cultore e profondo conoscitore della storia locale, ha dato alle stampe due suoi libri di poesie, dal titolo; “Moment” e “Viratola”, stà per mandare in stampa il suo terzo libro di racconti e storie del Monferrato, dal titolo “Firvaji”. Da alcuni anni realizza serate tematiche di intrattenimento, sul modo di vivere di una volta, poesie, intervallate da interpretazioni dei monologhi dell’Artuffo, sue serate sono state realizzate in vari comuni della provincia astigiana: Moncalvo, Aramengo, Villafranca, San Carlo, ottenendo un discreto successo. Proprio dopo questi successi specie con i brani dell’Artuffo, ha ideato la realizzazione di questo spettacolo a ricordo del grande attore astigiano.

PROGRAMMA DELLA SERATA:

Intervallo Musicale

Me pòvr'òm me mòrt a vaca
Dammi quella littra, no non te la dago
Na suplica a San Bastian
Tomà an sità

Intervallo Musicale

Ij pompista del me paìs
Tomà e l’aggressore
Tomà dal dentista

Intervallo Musicale

Na parantela baravantana
Cola birba ëd Flipòt
Scene d’albergo
I porci del nostro paese
Tirte na bala

Finale a sorpresa

A seguire piccolo rinfresco per augurarci la buona notte... dopo tante risate



 

copertina di un 45 giri del 1957 dove Carlo Artuffo appare vestito da Gianduja

 

etichetta di un 78 giri del 1930 dell'Artuffo con inciso il monologo Mi povr'om me mort la vaca!

 

retro copertina di un 45 giri del 1960, dove viene elencata la discografia completa dedicata all'Artuffo

 

45 giri in vinile del 27.06.1962 con inciso, fra gli altri, il monologo Mi povr'om me mort la vaca!

 

Carlo Artuffo impersona Gianduja



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