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film: A CHRISTMAS CAROL 29/11/2009

Giovedì 3 dicembre 2009 esce nei cinema italiani il film Disney A CHRISTMAS CAROL tratto dall’omonimo celebre racconto di Charles Dickens (Cantico di Natale) pubblicato nel dicembre 1843, che narra della visita alla vigilia di Natale di tre fantasmi all’avaro Scrooge.

Il film diretto da Robert Zemeckis si avvale della tecnologia di ripresa Performance Capture o 3D Motion Capture, con la quale gli attori recitano indossando una tuta speciale, dotata di moltissimi sensori, con la quale il computer cattura tutti i suoi movimenti creando poi una immagine virtuale che ha tutta la realtà dell’azione umana; tecnica già utilizzata da Zemeckis per Polar Express e La leggenda di Beowulf.
Hanno recitato nel film Jim Carrey, Bob Hoskins, Colin Firth, Gary Oldman e Robin Wright Penn.

La colonna sonora è stata composta e diretta da Alan Silvestri, musicista americano Cittadino Onorario di Castell’Alfero, che collabora stabilmente (13 film e 4 telefilm) con il regista Zemeckis da 25 anni, dall’oramai lontano 1984, anno in cui uscì il film “All’inseguimento della pietra verde”.

La canzone finale del film GOD BLESS US EVERYONE, scritta da Alan Silvestri e Glen Ballard, è cantata dal tenore italiano Andrea Bocelli. Il titolo del brano è la frase che chiude il racconto di Dickens (Dio ci benedica) pronunciata da Tiny Tim. 
Bocelli interpreta la canzone in inglese, in italiano (il titolo italiano è divenuto DIO CI BENEDIRA') ed in spagnolo (DIOS NOS BENDECIRA) per le varie versioni in lingua della pellicola.
La registrazione di questo brano è avvenuta in Italia a fine agosto 2009 quando Alan Silvestri e Glen Ballard, accompagnati dal proprio staff tecnico, hanno fatto un autentico blitz musicale di 3 giorni a casa dello stesso Bocelli in Toscana.
La canzone è inserita sia nell’album contenente la colonna sonora del film, distribuito solo in formato mp3 dal 3 novembre 2009, ed anche nel nuovo album natalizio dello stesso Bocelli MY CHRISTMAS, uscito in Italia il 20 novembre 2009.

 

 

Attori e personaggi di A Christmas Carol:
Jim Carrey - Ebenezer Scrooge
Jim Carrey – Fantasma del Natale passato
Jim Carrey - Fantasma del Natale presente
Jim Carrey - Fantasma del Natale futuro
Colin Firth - Fred
Bob Hoskins - signor Fezziwig
Jacquie Barnbrook - signora Fezziwig
Gary Oldman - Bob Cratchit
Gary Oldman - Marley
Gary Oldman – Tiny Tim
Molly C. Quinn - Belinda Cratchit
Daryl Sabara - Peter Cratchit
Fay Masterson - Martha Cratchit
Lesley Manville - signora Cratchit
Robin Wright Penn - Belle








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CANTICO DI NATALE di Charles Dickens (racconto scritto nel 1843)
E' la storia di Ebenezer Scrooge, un vecchio avaro che passa i suoi giorni in un oscuro ufficio di cambio della city con un suo impiegato, Bob Cratchit, un povero diavolo ammogliato e con parecchi figli, a cui Scrooge non concede nulla più che un misero salario settimanale.
Scrooge è tutto chiuso nel suo egoismo, senza affetti, solo. Nella sua giovinezza amò una donna, ma poi l'abbandonò per inseguire il suo sogno di ricchezza. L'ha raggiunta, la ricchezza, ed ha anche avuto una fortuna inaspettata: un suo antico socio, il vecchio Marley, avaro come lui, lo ha lasciato unico erede dei suoi beni. Ma Scrooge non ha mutato animo, è rimasto triste e scontroso, nemico della gioia; non solo, odia la gioia negli altri e non vorrebbe permettere a nessuno di star allegro.
E' la vigilia di Natale. Nevica. Tutti si preparano con gioia a celebrare le festa del giorno seguente. Un nipote di Scrooge, a cui questi non sa perdonare di aver preso moglie, viene per augurare buon Natale allo zio, ma Scrooge lo accoglie in malo modo e gli ripete una domanda abituale: "Che diritto avete di stare allegri?"
Non accoglie molto meglio due signori che vengono da lui per la sottoscrizione a beneficio dei poveri. Poi se la prende con Bob Cratchit, che con quindici scellini la settimana ha la pretesa di festeggiare il Natale.
Ma la sera, quando Scrooge rientra in casa, vede nel martello della porta la faccia del defunto socio, la faccia del vecchio Marley. Lo spettro di Marley entra nella sua stanza, si siede davanti a lui e gli narra le sue pene: per essere stato sempre chiuso nel suo egoismo, per non aver pensato che a sé, è ora condannato a peregrinare per il mondo senza un momento di tregua, trascinando una pesante catena. Vuol salvare Scrooge dal pericolo che lo minaccia di una pena uguale, poiché Scrooge continua a vivere come visse il povero Marley. E annunzia all'amico che nella notte tre spettri verranno a visitarlo, l'uno dopo l'altro, per insegnarli la via della salvezza. Poi se ne và.
Scrooge, alquanto impaurito, si corica e i tre spettri gli appaiono, l'uno dopo l'altro.
Il primo è lo spettro del passato. Comanda a Scrooge di alzarsi e di seguirlo. E lo conduce a rivedere i luoghi in cui il vecchio avaro passò i suoi primi anni, la bottega dove fu apprendista, la fanciulla che amò e che poi abbandonò.
Il secondo è lo spettro del presente e conduce Scrooge a vedere come si festeggia il Natale per le vie e nelle case di Londra, nella povera casa di Bob Cratchit, in una capanna solitaria dove vivono i minatori, sulle navi lontane che solcano gli oceani, e nella casa di suo nipote, piena di allegri suoni e di risa, dove si ride anche di lui, Scrooge.
Il terzo spettro, lo spettro del futuro, lo conduce a vedere quale sarà la sua fine se non si correggerà, a udire i discorsi pieni di cinica indifferenza che gli uomini d'affari della city terranno all'annuncio della sua morte, a vedere lo strazio che dei suoi beni sarà fatto nella casa deserta appena sarà spirato, l'abbandono in cui sarà lasciato il suo corpo, il conforto che la notizia della sua fine recherà ai debitori, il lutto che porterà nella casa di Bob Cratchit la scomparsa della dolce anima di Tiny Tim, il piccolo sciancato figlio di Bob.
Scrooge è commosso, vuole fare ammenda dei suoi peccati se ancora gli resta il tempo.
Apre gli occhi, e con infinita sua meraviglia vede che la sua casa è ancora com'era: non sono trascorse che poche ore da quando si coricò. Apre la finestra: è Natale! Una grande gioia invade finalmente il suo cuore: è ancora in tempo a fare il bene che non fece nel passato, a evitare il triste futuro di cui ha avuto la visione. E da quelle sue labbra, indurite in un'espressione d'ira e di sarcasmo, esce finalmente un'ondata di riso.
Scrooge è felice; si sente giovane, bambino. Tutti i visi gli sembrano pieni di bontà e di gentilezza, tutti risvegliano la sua simpatia. Indossa gli abiti da festa. Manda un ragazzo a comprare il tacchino più bello e più grosso che sia sul mercato e lo fa portare a casa di Bob, che certo non se lo aspetta. Incontra uno di quei signori che erano andati da lui la sera precedente per invitarlo a dare qualche cosa per i poveri, gli si avvicina, gli chiede scusa e gli dichiara di voler sottoscrivere una somma che lascia confuso e sbalordito l'altro uomo.
Alla sera, con grande meraviglia del nipote, va a pranzare da questo, e partecipa alla festa famigliare. Il mattino dopo si alza presto perché vuole sorprendere il buon Bon Cratchit in ritardo. Difatti Bob, che ha festeggiato un po' troppo allegramente il Natale, non arriva molto puntualmente. Scrooge, che vuole divertirsi un po' alle sue spalle, lo investe con rimproveri, gli dice che la cosa deve finire, che non può più andare avanti così, e quando Bob è più spaventato che mai, gli dichiara... che gli aumenterà lo stipendio.



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