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cd: DUTCH 21/3/2010

Martedì 9 marzo 2010 la casa discografica statunitense La-La Land Records ha pubblicato il cd DUTCH contenente la colonna sonora dell’omonimo film composta nel lontano 1991 da Alan Silvestri, Cittadino Onorario di Castell’Alfero.

Si tratta della prima uscita di questo score, che a suo tempo non venne pubblicato, composto per il film commedia diretto dal regista Peter Faiman che in Italia ebbe il titolo DUTCH E’ MOLTO MEGLIO DI PAPA’ e fu interpretato da Jobeth Williams, Ed O'Neil, Ethan Embry, Christopher McDonald, Elizabeth Daily, scritto e prodotto da John Huhges.
Il film narra la storia di un lungo viaggio pieno di imprevisti che il nuovo compagno, semplice e bonario, di una donna compie con il figlio di lei, viziato ed altezzoso, alla vigilia di Natale per riportarlo a casa dal college. Sarà un utile viaggio formativo per entrambi.

Il cd della La-La Land ( www.lalalandrecords.com ) esce in una edizione limitata di 1.200 copie e contiene 19 brani (totale 42 minuti e 58 secondi) ed alcune note scritte da Al Kaplan.


Elenco dei brani
1. Main Title (1:53)
2. Party (5:40)
3. Brandenburg Concerto (2:08)
4. Trouble On The Home Front (1:08)
5. Campus Choir (score alternativo) (1:16)
6. Dad! (0:18)
7. Fireworks (inedito) (3:05)
8. Doyle Abandoned (2:16)
9. Doyle Steals / Doyle’s Alive (2:02)
10. Knockout Punch (2:04)
11. Be Pathetic (1:38)
12. For The Record (3:20)
13. I Could Sue You For This (2:44)
14. Elegant Dining (1:42)
15. The Shelter (4:42)
16. Home / Foyer / I’m Staying (3:34)
17. Campus Choir (secondo score alternativo) (1:18) BONUS TRACKS
18. Fireworks (score alternativo) (0:47) BONUS TRACKS
19. Foyer (score alternativo) (1:23) BONUS TRACKS

DUTCH
La-La Land Records
LLLCD 1117


COMMENTO ALLA COLONNA SONORA di Alan Silvestri
scritto da Giuliano Tomassacci
Silvestri reagisce con afflato sincero a questo veicolo di notorietà per Ed O’Neil, allora sulla rampa di lancio di un successo comico mai del tutto concretizzatosi (almeno a livello internazionale), un lungometraggio che non rinuncia comunque ad un narrazione soddisfacente, capace di toccare le giuste corde emotive rimanendo concentrato sull’empatia dei personaggi e sul modulo collaudato dell’intreccio on-the-road. Il cuore dello score è un delicato lullaby, dalla forza dolce e commovente, che nella sua più compiuta esposizione si colora armonicamente con l’accrescimento progressivo della compagine strumentale (un procedimento compositivo tra i favoriti dal compositore). La ricchezza delle interpunzioni del tema guidate da un coro di voci bianche ne fanno un degno erede del lirismo espletato in The Abyss (1989), mentre l’ampia intervallatura e la levità della scrittura rappresentano un precedente importante per l’enfasi fanciullesca del successivo Polar Express (2004). La partitura accoglie anche un breve ma folgorante passaggio sopranile, destinato a maggior sviluppo nel celtico “Prince’s Day” di Blown Away (1994). 


 



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