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La scuola adotta un monumento 2010 11/4/2010

Il 18 e 25 aprile 2010 si svolgerà in numerose città italiane la manifestazione “La scuola adotta un monumento”, nell’ambito della quale a Torino vi sarà TORINO PORTE APERTE, un itinerario tra i monumenti della città adottati dai bambini e dai ragazzi delle scuole torinesi.
Per la prima volta partecipa a questo evento Castell’Alfero: domenica 18 aprile 2010 pomeriggio dalle 15.30 alle 17.30 la Scuola Media G.B. De Rolandis di Castell’Alfero curerà le visite alla Cappella del Crocifisso nella Chiesa di San Francesco (via San Francesco d’Assisi 11, Torino); vi sarà una videoproiezione e i ragazzi esporranno alcuni tabelloni con foto e documentazioni.
Da segnalare che la Scuola castellalferese è l’unico istituto non di Torino città che aderisce in Piemonte al progetto promosso dall’Assessorato Comunale al Sistema Educativo e Scolastico di Torino.

Per partecipare all’evento è stato organizzato dall’Istituto Comprensivo di Castell’Alfero e dal Parco culturale del castello di Castell’Alfero, in collaborazione con il Comune, un pullman che trasporterà gli alunni e le insegnanti che cureranno le visite guidate ed hanno allestito i materiali esposti e, visti i posti ancora liberi e considerati i legami diretti con il paese astigiano e la Famiglia Amico, anche quanti vorranno raggiungere gratuitamente Torino per visitare la chiesa di San Francesco (per prenotazioni tel. 0141 204172 - 406611). 

 



CAPPELLA DEL CROCIFISSO
La Cappella del Crocifisso, un tempo di patronato della famiglia dei conti Amico di Castell’Alfero, è la seconda della navata laterale destra della Chiesa.
Vi è presente un altare a marmi policromi sovrastato da una trabeazione di angeli adoranti attribuiti a Stefano Maria Clemente e adornato da un grande crocifisso ligneo, attribuito a Carlo Giuseppe Plura, esaltato da uno sfondo affrescato con veduta di Gerusalemme.
Proprio la presenza di questi angeli associati a una statua lignea dorata del Clemente, presente nella parrocchiale di Castell’Alfero induce ad ipotizzare analoghi rapporti di committenza per i cantieri della cappella torinese e di Castell’Alfero.
Attualmente non vi è traccia degli affreschi settecenteschi che risultavano visibili nel 1826, ma a un esame dell’intonaco si è potuto notare ancora la presenza delle pitture sottostanti.
Grazie ad un’iscrizione collocata sull’arco d’ingresso della cappella, si può collocare l’intervento di restauro architettonico all’anno 1750, eseguito da Bernardo Vittone su commissione del cavaliere Giuseppe Amico di Castell’Alfero per iniziativa del nipote Bartolomeo Amico, a quei tempi Sindaco di Torino.
La decorazione pittorica ora occultata si ritiene appartenente a Girolamo Mengozzi Colonna. 

 



CHIESA DI SAN FRANCESCO D'ASSISI
Si tratta del rifacimento, iniziato nel 1608, di una costruzione fondata fra il Duecento e il Trecento. L'assetto attuale è quello datole nel 1761 da Bernardo Antonio Vittone, affiancato da Mario Ludovico Quarini. All'interno altare maggiore in marmi policromi disegnato da Vittone e pala raffigurante la Vergine con il Bambino e i Santi Anna, Francesco e Caterina attribuita a Federico Zuccari. 



Visualizzazione ingrandita della mappa


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LA SCUOLA ADOTTA UN MONUMENTO
La scuola adotta un monumento, nato a Napoli nel dicembre 1992 su iniziativa della Fondazione Napoli Novantanove, d’intesa con il Provveditorato agli Studi e le Soprintendenze, è un progetto di educazione permanente al rispetto e alla tutela del patrimonio storico-artistico e più in generale dell'ambiente.
Il progetto muove dal riconoscimento della centralità della scuola nella formazione della cultura e dei comportamenti dei cittadini ed individua nelle giovani generazioni il soggetto privilegiato per l'affermazione di una nuova consapevolezza del bene culturale.
Cosa significa nuova consapevolezza?
Significa imparare a riconoscere i beni culturali come emergenze monumentali e insieme manufatti antropologici, radicati nel tessuto culturale e sociale di una comunità, segno forte della sua identità e, al tempo stesso, veicolo di sentimenti di appartenenza, di solidarietà, di condivisione.
La scuola adotta un monumento si inserisce in tale prospettiva formativa indicando, quale strumento privilegiato per l'acquisizione delle proprie radici culturali e di atteggiamenti propositivi nei confronti del futuro, la conoscenza del bene culturale: "adottare un monumento non significa solo conoscerlo ma anche prenderlo sotto tutela spirituale e dunque sottrarlo all'oblio e al degrado, averne cura, tutelarne la conservazione, diffonderne la conoscenza, promuoverne la valorizzazione."
Il lavoro dell’adozione ha permesso ai giovani di "riconquistare", innanzitutto alla conoscenza ma talvolta anche all’uso spazi importanti della città, di tipo fisico, culturale e spirituale insieme.
Il rapporto che si è andato creando tra gli studenti e i monumenti adottati è lievitato nella scuola, debordando fuori dalle mura dell’aula, ed ha investito la comunità scolastica nella consapevolezza di un ruolo responsabile per la formazione dei futuri cittadini.
Insomma, la Scuola ha riconquistato il diritto-dovere ad essere un momento pensante del (e nel) tessuto sociale, un momento critico e propositivo insieme per l’affermarsi di una diversa cultura del recupero conservativo e della qualità della vita.
Da quando poi il progetto si è sviluppato a livello nazionale, i risultati sono diventati tanto più fecondi quanto più gli studenti, una volta approfondito il lavoro di conoscenza sul patrimonio e la storia della loro città, hanno cominciato a guardare oltre, verso le esperienze che contemporaneamente si svolgono in altre città italiane.
Arrivando così a verificare come, pur nella diversità delle realtà sociali ed ambientali, il progetto possa idealmente unire la popolazione scolastica italiana.
www.lascuolaadottaunmonumento.it  



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