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CHRISTUS EST NATUS 2011 8/12/2010

Giovedì 6 gennaio 2011, giorno dell’Epifania, alle ore 16.00 nella chiesa parrocchiale SS Annunziata di Callianetto si svolgerà il concerto CHRISTUS EST NATUS eseguito dal Gruppo di musica antica La Ghironda (www.ghironda.asti.it) e dall’ensemble vocale Cantores Laudantes, con canti e danze sull'Annunciazione e sulla Natività, tratti dai manoscritti dei sec XIII e XIVdel Monastero di Bobbio, dal Llibre Vermell di Montserrat e da altre fonti medievali.
Il concerto è organizzato dall’Associazione Valleversa Plus in collaborazione con Parrocchia SS Annunziata, Pro loco Callianetto e Comune di Castell’Alfero.

Il concerto si compone di “melodie” legate a testi liturgici sul mistero della natività di Gesù, sulla adorazione da parte delle genti e sugli argomenti mariani in genere, in particolare l'Annunciazione. Esse verranno proposte, secondo la lunga prassi esecutiva di questo repertorio antico, sia nella loro veste vocale con accompagnamento, sia in quella puramente strumentale: in questo secondo caso la forma scelta sarà necessariamente quella della danza, essendo il genere originariamente profano della ballata quello a cui la tradizione impose il ruolo di dare una struttura anche ai brani di argomento sacro, come nel caso esemplare delle laude, rappresentate anche nel concerto (Missus baiulus, Beata es Maria ecc ...). Le “melodie”, vale a dire le linee di note originali il termine è forse il più appropriato, spettando le scelte di tempo e quelle dinamiche agli interpreti che di volta in volta devono accostare tale repertorio, che ci è giunto in forma appunto solo melodica sono tratte da fonti diverse, compilate nel tardo medioevo ma comprendenti musiche create in un arco di tempo che va dal sec. XII al XIV. Le antologie da cui abbiamo principalmente attinto sono, celeberrime, il Llibre Vermell e i manoscritti del monastero di Bobbio. Nel primo caso si tratta di una serie di canti di pellegrini raccolti nel famoso monastero benedettino situato sul massiccio montuoso di Montserrat. in Catalogna: la loro origine però è varia, essendovi stati portati da quegli straordinari trasmettitori di cultura internazionale che nel Medioevo furono i pellegrini (es. Polorum regina, Stella splendens); nel secondo si tratta dei codici compilati nel monastero fondato nel 612 dal monaco irlandese San Colombano, custoditi oggi nella Biblioteca Nazionale di Torino: tali codici, realizzati nello scriptorium del monastero, raccolgono tanto composizioni originali quanto quelle definite extravagantes, ossia provenienti, sempre col mezzo di pellegrini che nel monastero soggiornassero, da altre regioni d'Italia o d'Europa (es.i Gabriel angelus e i già citati Missus e Beata es Maria).

I musici:
Florio MICHIELON - ghironde, liuto, saz, piva e citerna
Massimiliano LIMONETTI - ciaramella, pifferi, flauto dolce e zampogna
Walter MUSSANO - flauti dolci
Aba RUBOLINO - viella da braccio
Maurizio PERISSINOTTO - liuto, colascione e citerna
Tommaso GHEDUZZI - viella da gamba
Fulvio MORTARA - tromba marina, tamburo a corde e cromorno
Luca ALCIATI - percussioni
Andrea MARELLO - voce e voce narrante

I coristi:
Manuela MUSSO
Mirella ZAIO
Rosella BRUSCHINI
Massimiliano LIMONETTI
Mauro BARDELLA
Luciano FERRARI


Il Programma
Quem pastores laudavere (intro strumentale)
Gabriel angelus locotus est e Saltarello
Missus baiulus
Edi Beo Pu (strumentale)
Beata es Maria
Ecce quod natura
Angelus ad Virginem
Stella splendens in monte
Cleris cetus
Polorum regina
Coventry carol (strumentale)
Personent hodie
Universi populi
Orientis partibus
Gaudete
Resonet in laudibus (strumentale)
Quem pastores laudavere
Cantiga de Santa Maria n°384 (strumentale)
Venuns Rosa (strumentale)
Piva (strumentale) 

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Quem pastores laudavere
L'uomo del Medioevo la cui presenza tenteremo di rievocare, viveva la Natività del Signore secondo il più autentico spirito cristiano, cioè come un fatto decisivo per le sorti dell'umanità. La forza rappresentativa delle sue creazioni musicali non è mai disgiunta dalla celebrazione del culto religioso: arte e preghiera sono dunque una sola cosa. Primo episodio del Mistero della Natività è l'Annunciazione. La sequenza dei brani è l'espressione delle diverse modalità di accostarsi alla scena dell'annuncio da parte dei vari e anonimi autori dell'epoca. Il culto della vergine Maria ci viene proposto attraverso melodie delicate che rievocano l'attonito stupore della Madonna ma anche tramite danze e canti gioiosi per l'evento che ha cambiato il destino del mondo. 

Gabriel angelus, Missus bauilus, Edi Beo Pu, Beata es Maria, Ecce quod natura e Angelus ad Virginem.
L'evento culminante del Mistero Natalizio è la nascita di Gesù che è annunciata al popolo dalla stella splendente sul monte che indica la strada per la salvezza, quella dell'amore. La Madonna, vera protagonista dell'evento, è anch'essa la stella, intesa come astro del mattino; la sua verginità inviolata risplende come segno di purificazione e di speranza: riscatto di tutti i peccati dell'umanità. 

Stella splendens in monte, Cleris cetus, Polorum regina e Coventry Carol.
Il primo dei canti è una giubilante e ingenua espressione di lode e gloria al Signore per il dono del proprio Figlio. Seguendo la stella anche i Magi arrivano al presepe e partecipano al grande evento aurum thus et myrrham ei offerendo: oro incenso e mirra a Lui offrendo.
Nel secondo canto ci viene presentato, con gusto pittoresco e gentile ironia, l’immagine dell’asinello che dopo una vita di fatiche e umiliazioni giunge nelle terre d’Oriente dove, presso la mangiatoia di Betlemme, scalderà Gesù neonato. E così che alla luce della salvazione ed un nuovo futuro risplenderanno anche per lui, creatura di Dio come le altre. 

Personent hodie, Universi populi e Orientis Partibus
"In quel tempo i pastori andarono senza indugio e trovarono Maria con Giuseppe e il bambino adagiato nella mangiatoia. Se ne ritornarono glorificando e lodando Iddio per tutto quello che avevano udito e visto conforme a quanto era stato loro detto". 

Gaudete, Resonet in laudibus, Quem pastores laudavere, Cantiga de Santa Maria n° 384, Venans Rosa e Piva.



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