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chiesa romanica: i Nodi di Salomone 14/10/2011

Il Nodo di Salomone è riprodotto universalmente ed in ogni epoca dall'uomo, ancora oggi utilizzato come decorazione di mosaici, fregi, pavimenti, oreficeria, oggettistica, e come talismano in astrologia.
Si tratta di un simbolo magico-religioso di antiche origini, la cui diffusione in occidente e nell’area mediterranea si ebbe a partire dall’epoca romana.
E' con la Svastica e la Croce uno dei segni tra i più diffusi nel mondo e venne riprodotto in diverse confessioni religiose e culture.
Il nodo di Salomone è da sempre considerato un segno apotropaico, cioè per la sua particolare carica magica è ritenuto capace di allontanare o distruggere gli influssi malefici provenienti da persone, da cose, da animali o da avvenimenti.
Da segnalare che la simbologia taumaturgica del Nodo di Salomone è pressoché identica anche in culture molto lontane fra loro, che si svilupparono in piena autonomia e senza influenze religiose: ciò avvalora l'ipotesi di una comune radice mistica fra i popoli, la cui essenza l'uomo porta innatamente con sé generando simboli comuni.
Si è diffuso in Europa, Africa, India, Medio Oriente; nelle religioni pagana, cristiana, ebraica, islamica, indù; in epoca romana, longobarda, medievale, rinascimentale
Nonostante nel tempo abbia avuto tanto lustro e storia, oggi è pressoché un simbolo sconosciuto alla maggior parte della gente.
Formato da due anelli ovali incatenati tra loro che disegnano una sorta di croce su più livelli senza capo né coda, riassume contemporaneamente e schematicamente i simboli antichissimi della croce, della svastica, del labirinto e possiede un profondo significato spirituale; infatti esso può considerarsi la sintesi dell'intreccio tra il mondo reale e spirituale, di unione tra mondo Terrestre (il piano orizzontale) e mondo Celeste (il piano verticale, ascensionale).
Il motivo del labirinto indica l'intricato cammino che l'uomo deve seguire per giungere all'illuminazione finale, la croce indica i mezzi per giungervi, la svastica le 4 forze della creazione (non il simbolo negativo del recente nazismo).
La peculiarità certa del simbolo è quella di affascinare l'osservatore per l'armonia e la sinuosa composizione.

Il simbolo fu attribuito a Re Salomone, figlio di David e costruttore del Tempio di Gerusalemme, che ricevette da Dio il dono della Sapienza, probabilmente per collegarlo alla saggezza ed al legame Uomo-Dio, considerandolo un simbolismo alto e prestigioso capace di sconfiggere qualunque malanno e problema.
In epoca imprecisata vennero attribuiti appunto a Salomone una serie di simboli a cui la cui semplice attribuzione salomonica donava una valenza nobile, sicuramente magica e taumaturgica.
La leggenda racconta che Salomone era un giovane sensibile ma allo stesso tempo molto crudele con le persone. Un giorno, facendo una passeggiata nel bosco, sentì degli strani rumori; iniziò a camminare più velocemente verso il luogo da dove provenivano e li sentiva sempre più vicini. Giunse dove c’erano delle persone. Mentre Salomone ,che aveva lunghissimi capelli raccolti dentro un cappello, si avvicinava si alzò un fortissimo vento che prima sollevò e trascinò via il cappello, poi formò ai suoi lunghissimi capelli un terribile nodo. Dallo spavento Salomone svenne e nel sonno sentì una voce che lo invitava ad essere più buono. Quando si svegliò salutò tutte le persone, le abbracciò, e così per incanto il nodo dei suoi capelli si sciolse.

In epoca romana l’uso del nodo di Salomone è documentato da molti mosaici pavimentali.
Nell'epoca barbarica è presente in varie opere architettoniche delle popolazioni germaniche come Franchi, Alemanni e infine Longobardi i quali lo utilizzarono anche su monili in oro.
A partire dall'XI° secolo venne usato spesso in oggetti religiosi, quali croci e reliquari. Il nodo era considerato come simbolo di eternità dell'anima, legame con il divino, simbolo guaritore per ogni malanno e difensore dal maligno e contro ogni qualsiasi calamità proveniente dal mondo dell'occulto.
In epoca romanica era presente anche in scodelle, borracce e tazze per uso quotidiano di monasteri e di conventi. Il simbolo venne adottato dai Templari e lo si può incontrare negli edifici di culto appartenuti a quest'ordine. In questo contesto il simbolo è anche chiamato Nodo Templare.
Dal XII° al XVIII° secolo nodi di Salomone sono inseriti sulle pareti interne ed esterne di chiese e cattedrali, a testimonianza della familiarità che avevano i religiosi del tempo con i simboli propiziatori e con i loro significati. Fu usato anche nel Palazzo dei Papi ad Avignone, nello studio di papa Benedetto XII°.
Nell'ottocento venne declassato riducendolo a semplice rimedio per la lotta ad alcune malattie sintomatiche ed in particolare agli orecchioni, oltre a quello di protezione dei viandanti, contro ogni forma di pericolo; passando da simbolo magico - religioso per tutti gli usi, ad uno specifico rimedio.

Nell'era tecnologica del secolo XXI° il nodo di Salomone ha purtroppo perso ogni sua millenaria funzione di simbolo magico-religioso, di ponte Uomo-Dio e Terra-Cielo, diventando soltanto un curioso e gradevole fregio: lo si vede in insegne di banche od attività commerciali, usato come decorazione di tappeti e moquette, come soggetto di manufatti di oreficeria o bigiotteria.
Il nodo ha subìto una degradazione, nel suo senso puro, relegato a fare da cornice in contesti che nulla hanno a che vedere con la sua origine. 

La Chiesa romanica Madonna della Neve di Castell'Alfero ha incisi sulle sue pareti quattro secolari Nodi di Salomone, venuti alla luce dopo la rimozione degli antichi intonaci, avvenuta durante i recenti restauri. 
Vi sono tre Nodi di Salomone all'esterno, di cui 2 incompleti, ed uno all'interno della pieve.

 


 


 


 


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