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chiesa romanica: la Triplice Cinta 14/10/2011
Il simbolo della Triplice Cinta è molto antico, presente in tutto il mondo e ritrovato persino in incisioni rupestri di civiltà preistoriche.
Triplice è la cerchia druidica delle mura dei Celti, e nella Bibbia troviamo menzionati i tre cortili cinti da pietre del Tempio di Salomone costruito da Hiram architetto ispirato da Dio, ma anche la Gerusalemme celeste con dodici porte ha la stessa mappa; Platone descrivendo Poseidonia capitale di Atlantide, affermava che la pianta della città aveva questa forma, seppure le 3 cinte fossero circolari.
Nel Medioevo lo si ritrova nelle cattedrali gotiche e venne adottato dai Templari che lo usavano per contrassegnare dei luoghi di particolare sacralità tellurica.
La triplice cinta si è rinvenuta incisa, sia in orizzontale che in verticale, sui muretti e sulle soglie o sui gradini di alcune chiese medievali fino al XIII secolo.
Da notare che c'è una sostanziale differenza tra la triplice cinta con la forma circolare e quella a forma quadrata quadrata, rispettivamente ritenute collegate al Paradiso terrestre ed alla Gerusalemme Celeste.
La forma circolare rappresenta il punto di partenza della tradizione, in un contesto che si ricollega al mito di Atlantide.
La forma quadrata è invece il punto di arrivo, un obbiettivo da raggiungere.
Quindi nel primo caso il centro della figura rappresenta la sorgente della Dottrina, nel secondo il centro ritrae il contenitore finale dove il Sapere viene conservato.
Questo il motivo per cui in molti simboli antichi della triplice cinta giunti a noi compare al centro della figura un punto ben marcato.
Le tre mura concentriche sono ritenute la rappresentazione dei 3 gradi di iniziazione e gerarchia presenti nelle scuole spirituali.
Questa interpretazione si ricollega in qualche maniera alla tradizione Celtica secondo cui si tratterebbe dei tre cerchi che indicano le fasi della vita.
Nella religione Indù la triplice cinta riproduce i 3 tre regni loka (terreno, mediano, celeste) con all’interno il Meru, la montagna sacra che indica il fulcro del mondo.
Le quattro linee mediane che dividono e connettono fra loro le tre cinte concentriche, formando una sorta di croce, sono i canali attraverso i quali l'insegnamento della dottrina tradizionale viene impartita a livelli successivi di approfondimento, fino a giungere nella parte centrale, che rappresenta il Sapere supremo, la fonte stessa dell'insegnamento.
La Triplice Cinta simboleggia dunque un centro sul quale gli sforzi umani devono convergere, un ambiente in cui l'Uomo deve agire e non perdersi in direzioni vane, cercando sempre di ritrovare se stesso.


Il Gioco
Lo stesso simbolo della Triplice Cinta è stato ampiamente utilizzato nei secoli come schema di gioco, ed è presente ancora oggi sul retro delle moderne scacchiere.
In Italia il nome più comune di questo gioco è Filetto, ma è conosciuto anche come Tela, Mulino, Mulinello, Smerello (dal latino merellus, pedina) oppure Tria, Tris, Trex (dal numero 3).
In Inghilterra è noto come Morris, Mill, Merels o Tic Tac Toe.
In Francia come Mérelles.
In Spagna come Morels.
In Germania come Mühle.
In Norvegia come Mølle.
In Cina come Luk Tsut Ki.
L'origine di questo gioco sembra essere molto antica, attorno al 1400 a.C.
Esemplari di tavole per il gioco del filetto sono stati ritrovati in tutto il mondo: nelle rovine della città di *****, inciso sulle tavole delle navi vichinghe, nell'Acropoli di Atene, in templi in Egitto, in ville romane, nello Sri Lanka ed anche in Cina.
Si ritrova anche menzionato nella prima Enciclopedia dei Giochi della letteratura Europea, commissionata dal Re Alfonso X° di Castiglia nel 1200.


Il Mandala
In Asia è diffuso ancora ai giorni nostri il Mandala, una sorta di triplice cinta che consiste in un disegno geometrico complesso, realizzato sul terreno con farina di riso colorata oppure intessuto in arazzi, tale disegno è costituito da una serie di cerchi concentrici inscritti in un quadrato, o viceversa, da una serie di quadrati concentrici inscritti in un cerchio.
I mandala vengono orientati con i vertici verso i punti cardinali, con segnate quattro porte nei lati mediani. Molti templi hanno come mappa un simile schema.


La Chiesa romanica Madonna della Neve di Castell'Alfero ha incise sulle sue pareti tre Triplice Cinta, graffiti tracciati molti secoli orsono e venuti alla luce dopo la rimozione degli antichi intonaci, effettuata durante i recenti restauri. 
Si trovano tutti all'esterno della pieve, in facciata, due dei quali ai lati della porta d'ingresso.


 


 


 


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