Il
tenore castellaferese Enrico Iviglia canterà a Bologna nell’opera
L’ITALIANA AD ALGERI di Gioachino Rossini (
www.italianainalgeri.com), allestita presso il Teatro Comunale dal 10 al 19 maggio 2012.
Enrico interpreterà il ruolo di Lindoro nelle date del 12 (ore 18.00) – 16 (ore 20.00) – 18 (ore 18.00) – 19 (ore 20.00) maggio.
Sabato 12 l’Enrico Iviglia Fan’s club giungerà da Castell’Alfero per assistere all’opera.
INTERPRETIMustafà - Michele Pertusi (10,13,15,19) - Abramo Rosalen (12,16,18)
Elvira - Anna Maria Sarra
Zulma - Giuseppina Bridelli
Haly - Clemente Antonio Daliotti
Isabella - Marianna Pizzolato (10,13,15,19) - Chiara Amaru' (12,16,18)
Lindoro - Yijie Shi (10,13,15) -
Enrico Iviglia (12,16,18,19)
Taddeo - Paolo Bordogna (10,13,15,19) - Marco Filippo Romano (12,16,18)
Direttore Paolo Olmi
Regia e Costumi Francesco Esposito
Assistente alla regia Gianni Marras
Scene Nicola Rubertelli
Luci Andrea Oliva
Maestro del Coro Lorenzo Fratini
Orchestra e Coro del Teatro Comunale di Bologna
Tecnici del Teatro Comunale di Bologna
Allestimento Teatro San Carlo di Napoli
L’ITALIANA AD ALGERIQuest’opera buffa su libretto di Angelo Anelli fu rappresentata per la prima volta il 22 maggio 1813 al Teatro San Benedetto di Venezia.Il Bey di Algeri, stanco della propria moglie Elvira, convince il suo schiavo italiano Lindoro a sposarla offrendogli l'opportunità così di ritornare in Italia e portarla con se, ma vuole un'italiana. Il corsaro Haly si mette a caccia di una donna per il sovrano e trova Isabella che era stata rapita dai pirati durante le ricerche del suo fidanzato Lindoro.La donna è in compagnia di Taddeo, irriducibile spasimante, che per non destare sospetti si fa passare per zio. Con fascino ed astuzia Isabella soggioga il Bey, ottiene che Lindoro divenga suo schiavo e di nascosto prepara la fuga. Taddeo e Lindoro progettano un inganno per il Bey Mustafà. Gli riferiscono che Isabella ha deciso di nominarlo suo Pappataci, titolo per gli amanti instancabili.Viene organizzata una cerimonia, a cui vengono invitati anche gli schiavi italiani, in cui Mustafà legge i compiti a cui deve attenersi. Il rito a cui deve sottoporsi è mangiare, bere e tacere. Si avvicina un vascello in cui si imbarcano gli amanti e gli schiavi italiani, Taddeo cerca di avvertire il Bey dell'inganno ma è totalmente immedesimato nel ruolo di pappataci e si rifiuta di prestare attenzione; non gli resta che imbarcarsi a sua volta. Mustafà esausto delle prove dell'italiana, ritorna dalla moglie.La morale è che se una donna lo desidera è capace di ingannare chiunque. Doppia è l'umiliazione del Bey, abbandonato dalla sua donna dei desideri, rimanere con una moglie ormai non più sottomessa.