Venerdì 1° giugno 2012 alle 21.15 nel Salone Verde del Castello di Castell’Alfero si svolgerà il CONCERTO LE DONNE IN MUSICA organizzato dall'Ente concerti di Belveglio in collaborazione con il Comune castellalferese.
Le concertiste sono Marlaena Kessick (flauto) ed Ernesta Aufiero (pianoforte) che eseguiranno esclusivamente musiche composte da donne: Lili Boulanger, Germaine Tailleferre, Marlaena Kessick, Cecile Chaminade.
L'ingresso è gratuito.
L’IN-AUDITA PRESENZA FEMMINILE NELLA STORIA, UN PERCORSO NELLA CREATIVITA’ FEMMINILE
Esecuzione musiche di Lili Boulanger, Germaine Tailleferre, Marlaena Kessick, Cecile Chaminade.
La musica nell’animo e nella mente femminile: donne artiste,compositrici di una musica “altra”,lontana non quanto si vuol credere,dall’esperienza creatrice maschile. Un punto di vista meno esplorato,molto profondo.
Tutti sappiamo di Beethoven,Mozart,Bach, Wagner, Liszt, ecc..ma è esistita qualche compositrice di sesso femminile? Una domanda che incuriosisce: esiste una "storia della musica femminile"?
Certamente. “Nella storia dell’arte è molto difficile se non raro imbattersi in figure femminili che abbiano avuto un ruolo di soggetti creativi. In genere esse sono state spesso oggetto: oggetto da ritrarre, da rappresentare sulle scene in prosa o in musica, da idealizzare o denigrare secondo i modelli che esse rappresentavano ma raramente soggetti, cioè autrici. Benché le muse siano di sesso femminile gli artisti sono stati, in prevalenza uomini, ed alle donne nella realtà è quasi sempre stato riservato il ruolo appunto della musa ispiratrice. Pure vi sono state pittrici, scultrici e anche compositrici.
Oggi sembrano superati i pregiudizi sulla creatività musicale della donna, eppure, per quanto riguarda la musica classica, la presenza di donne compositrici nelle riviste di settore, nelle opere editoriali di grande divulgazione, nei cataloghi discografici, è pressoché nulla. È storicamente evidente la posizione di inferiorità in cui sono state tenute le donne e questo ha generato, fra l’altro, il tardivo interesse nello scoprire il loro contributo artistico. Indubbiamente, le compositrici pagano lo scotto di un passato che relegava il ruolo della donna in ambito musicale ad uno spazio circoscritto all’intrattenimento degli ospiti o al diletto personale; un velleitario fatto di etichetta. Un esempio eclatante è dato da Leopold Mozart che si dedicò completamente al più giovane Wolfgang, ignorando il grande talento musicale da tempo espresso dalla figlia Maria Anna. C’è stato anche il tempo in cui alla donna era proibito suonare uno strumento pubblicamente, o fare parte di un’orchestra. Ma nelle case, nel chiuso dei monasteri, la donna componeva e suonava anche senza ambire ad un’eventuale, quanto improbabile, pubblicazione delle sue opere. Non sembra vero ma la storia della musica è costellata di donne sommamente significative nell'arte dei suoni: talora abili virtuose, talora eccellenti compositrici, talora l'uno e l'altro. E' infatti comunemente noto che nei celebri ospedali veneziani prima di tutto le fanciulle venivano educate alla musica, e i loro maestri (spesso i migliori del tempo, basti pensare a Vivaldi) insegnavano le più sottili finezze del canto, ma soprattutto fornivano un'accurata e davvero completa formazione musicale. Ed è così che la storia ricorda ancor oggi i nomi di tante famose cantanti come anche quelli di infinite donne che grandemente brillarono come strumentiste e come compositrici.
Chi ha ascoltato la musica di alcune compositrici contemporanee di successo come Adriana Höltz, Susanne Erding, Younghi Pagh-Paan; chi conosce la musica di Lili Boulanger, Germain Tailleferre degli inizi del secolo scorso, chi ascolta gli splendidi brani vocali di Francesca Caccini o Barbara Strozzi (e siamo, con le ultime due, nel periodo rinascimentale; possiamo immaginare la difficoltà di farsi valere come compositrice a quell'epoca?) o la musica di Fanny Hensel-Mendelsshon, sorella del più famoso Felix, credo che avrebbe difficoltà a condividere ciò che diceva Schönberg riguardo le donne come creatrici di musica. E' anche vero, però, che la letteratura musicologica su questo argomento è ancora piuttosto scarsa e i vecchi pregiudizi, come di solito si dice, sono duri a morire. Una maggiore informazione e conoscenza delle compositrici e direttrici donne di oggi potrebbe contribuire in maniera sostanziale a diminuire l'ulteriore propagazione di vecchi,e ci auguriamo presto desueti, pregiudizi
Sarà un'occasione per ascoltare musica che non si ascolta spesso nei concerti, come troppo spesso si dimentica che le donne sono state capaci di creare ottima musica!