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I Fratelli don Bechis 17/1/2006


don Secondo e don Giovanni Battista Bechis nel 1950

I fratelli don Giovanni Battista e don Secondo Bechis hanno legato la loro storia a quella della parrocchia dei S.S. Pietro e Paolo di Castell'Alfero: Giovanni Battista fu parroco di Castell'Alfero per 53 anni, dal 1916 al 1969, Secondo fu invece il suo Vice Parroco per 40, dal 1916 al 1956, anno in cui morì.

Molte sono ancora le persone che ricordano quelle due figure austere di sacerdoti, in particolare l'Arciprete che condusse il servizio pastorale fino all'età di 88 anni, prima di ritirarsi nella Casa di Riposo di Vigliano d'Asti, dove morì il 9 agosto 1974, a 93 anni.

Don Bechis Giovanni Battista nacque a Dusino d'Asti il 30 marzo 1881 e fu ordinato sacerdote il 29 giugno 1904, a 23 anni.
Due anni dopo fu nominato direttore spirituale del Seminario di Asti e svolse il suo delicato mandato per un decennio.
Venne a Castell'Alfero, come parroco, nell'agosto 1916 in compagnia del fratello Secondo, più anziano di lui di due anni, ma coetaneo di consacrazione sacerdotale.

Gli anziani del paese raccontano di un don Secondo remissivo ed umile, attento a non contraddire il fratello Arciprete, disposto ad accettare in silenzio i suoi interventi, a volte, piuttosto bruschi.
Si narra anche di un don Giovanni Battista alquanto avaro e a dir poco parsimonioso nel cibo sia per sé che per il fratello.

La vita era austera per entrambi, ma non facevano fatica ad accettarla perché quella, in definitiva, era la regola di tutte le famiglie del tempo: allora non erano molte le distrazioni, la vita della comunità ruotava tutta all'ombra del campanile.

Ai fratelli Bechis dobbiamo alcune opere importanti per la nostra comunità: la nuova facciata della Chiesa parrocchiale e relativo prolungamento della struttura, la sopraelevazione nel 1952 del campanile a ben 46 metri, la costruzione della Chiesa della Stazione, l'Oratorio in Via De Rolandis e la Casa di Riposo Tirone-Camana, quest'ultima frutto di un accordo che purtroppo portò alla distruzione dell'antica chiesa di San Bastian, per lasciar posto ad un condominio ed alla "nuova" chiesetta di San Sebastiano.

La modifica della facciata avvenne negli anni 1933-34 e fu alquanto difficoltosa e problematica.
Oltre al problema di reperire i fondi necessari in una comunità contadina, don Bechis dovette affrontare grandi ostacoli da parte delle autorità fasciste del paese contrarie a sacrificare una porzione di piazza Castello per abbellire la chiesa.
In alcuni promemoria dell'Archivio parrocchiale del tempo si scrive di calunnie subite da don Bechis; di un memoriale inviato alla Prefettura di Alessandria (Asti a quei tempi non era ancora tornata Provincia) in cui si diceva che il prolungamento della Chiesa avrebbe ostruito la Via De Rolandis, coperto la facciata del Castello, guastata l'estetica della piazza; di un sopralluogo del Genio Civile richiesto da don Bechis che verificò l'infondatezza di quel memoriale; di un viaggio del don al Ministero dove si recò a perorare la sua causa; di un mese intero di preghiera serale, gennaio del 1933, voluto da don Bechis per invocare la grazia divina.

Fu infine grazie all'intervento del nuovo Vescovo di Asti Monsignor Umberto Rossi che la barriera delle ostilità comunali venne superata ed il 14 giugno 1933 iniziarono i lavori, a distanza di ben 6 anni dalla iniziale richiesta di modifica della chiesa avvenuta nel 1927.

Il 1° luglio 2001 l'Amministrazione Comunale castellalferese ha intitolato ai "fratelli Bechis, Sacerdoti" il viale che da piazza Mazzini conduce a piazza Castello. 


Monsignor Umberto Rossi e don G.B. Bechis all'inaugurazione della chiesa della Stazione nel 1949


l'antico aspetto della parrocchiale SS Pietro a Paolo, radicalmente modificata per volere di Don Bechis fra il 1932 ed il 1952


riproduzione lignea della antica chiesa di San Bastian (proprietà di Ornella Gamba)




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Bibliografia:
- testi parzialmente tratti dal giornalino parrocchiale COMUNITA' IN CAMMINO



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