benvenuto su Castell'Alfero.net
Scopri Castell'Alfero > PERSONAGGI

Carlo Leonardi 7/10/2006

 


Carlo Leonardi, detto Carletto, nacque a Castell’Alfero il 30 giugno 1893.
Combattè nella Prima guerra mondiale ed una volta congedato viene assunto dalle Ferrovie Nord.
Nel 1919 si iscrive al partito socialista di Novara e, da quel momento, è sempre in prima linea nella lotta dei lavoratori contro lo sfruttamento, contro il fascismo, per un mondo più umano e civile, per il diritto di ogni uomo al lavoro, per la libertà e la giustizia.
Nel 1921, dopo il Congresso di Livorno, che segna la divisione del Partito Socialista e la nascita del PCI, segue Giuseppe Belloni e Giarda [già segretario del Partito Socialista] e viene nominato Segretario della Federazione Novarese del PCI.
Partecipa personalmente alla difesa della sede della Camera del Lavoro nella seconda metà del 1922. 
Dopo il Congresso Nazionale, tenutosi nel 1926 a Lione in Francia, Leonardi, con Silvio Ramazzotti e Giuseppe Belloni, viene espulso dal Partito, su proposta di Carlo Mancini, nuovo Segretario della Federazione novarese comunista, perché aderente alla corrente estremista bordighiana.
Sebbene fuori dal Partito, nella clandestinità, Leonardi continua la sua lotta.
Carletto Leonardi si trasferisce a Cavaglio d’Agogna, dove ha molti amici e compagni.
Si riavvicina quindi al Partito Comunista, che gli dà nuovamente la tessera e piena fiducia.
Nel 1942 riprende più stretti contatti con gli antifascisti novaresi, al fine di creare un’organizzazione in grado di mobilitare le masse.
Consolida i legami con Pippo Coppo di Omegna, Francesco Alberini di Gravellona Toce, Teruggi di Fontaneto d’Agogna, Giacomo Gray di Romagnano Sesia e, infine ristabilisce i contatti con Novara, dove già operano Gaspare Pajetta e Giacinto Garzoni, dirigenti della Sezione novarese del PCI.
L’anno seguente il PCI è sufficientemente organizzato e Carletto Leonardi è tra i suoi più validi dirigenti.
Nel settembre, ad Arona, rappresenta il PCI nel Comitato di Liberazione Nazionale in Provincia di Novara, insieme al socialista Alberto Jacometti [Andrea] e il democristiano Carlo Torelli.
L’abitazione di Leonardi, in località Fornace a Cavaglio d’Agogna, diviene un punto di riferimento per tutti coloro che vogliono resistere ai nazifascisti o che vogliono espatriare; soldati e ufficiali del disciolto esercito italiano, prigionieri alleati, ebrei, giovani renitenti alla chiamata della Repubblica di Salò. Diventa riferimento anche per lanci aerei di materiale per i partigiani.
I fratelli Alfredo e Antonio Di Dio, entrambi poi Medaglia d'oro al Valor Militare alla memoria, sono tra i primi ad essere ospitati e poi guidati in Valle Strona da Leonardi, che li aiuta anche a formare ed armare la prima banda partigiana della Valle, dapprima ad Inuggio e successivamente a Massiola, dove fondano il nucleo partigiano denominato “Compagnia Massiola”, che poco prima del Natale 1943 fondendosi con la Compagnia "Quarna" del capitano Beltrami costituì la "Brigata Patrioti Valstrona".
Oltre 200 sono i prigionieri inglesi evasi che ottengono da Leonardi e dall’organizzazione creata a Cavaglio rifugio, cibo, indumenti e guide per raggiungere le formazioni partigiane o la frontiera.
A Leonardi dà fiducia e coraggio l’appoggio incondizionato della popolazione del piccolo comune che sorge, in mezzo alla campagna, a 24 km da Novara. Leonardi mantiene inoltre i contatti con i collaboratori di Novara; fra questi Biglieri, Campagnoli, Fornara e Somaglino.
Ma anche i fascisti si accorgono della sua intensa attività.
Familiari e compagni gli consigliano di andarsene da Cavaglio, anche per le sue cattive condizioni di salute, ma Leonardi decide di restare.
Il 7 aprile 1944 viene catturato dai fascisti; la sua casa è saccheggiata e semidistrutta dalla fiamme.
Il calvario di Leopardi è lungo: le carceri di Novara e di Torino, il campo di concentramento di Fossoli e, infine, Mauthausen-Gusen, il campo nazista di annientamento. 
Il lavoro forzato, le privazioni, le violenze naziste distruggono il fisico di Carletto Leonardi che, il 19 gennaio 1945, muore a Gusen.

La città di Novara per onorarne la memoria gli ha dedicato una via.


----------------------------------------------------------------------------------
fonti:
- Associazione Nazionale Partigiani d’Italia - www.anpi.it
- Istituto per la storia della Resistenza e della società contemporanea nelle province di Biella e Vercelli -
www.isrn.it da cui è tratta anche la foto



Questo articolo proviene da Castell'Alfero.net
http://www.castellalfero.net/public/x

l'URL di questo articolo e':
http://www.castellalfero.net/public/x/modules/mysections/article.php?lid=245