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Il destino di un cadetto. Giuseppe Amico 24/9/2007

E’ uscito il fascicolo IL DESTINO DI UN CADETTO. GIUSEPPE AMICO DI CASTELLALFERO DALL’ARTE DELLA GUERRA A FAUTORE DELLE ARTI di Claudio Di Lascio, edito nel 2007 dal Centro Studi Piemontesi.

Si tratta di un estratto da secondo volume di MEMORIE E ATTUALITA’ DELL’ASSEDIO DI TORINO DEL 1706 TRA SPIRITO EUROPEO E IDENTITA’ REGIONALE, atti del Convegno svoltosi a Torino il 29 e 30 settembre 2006 in occasione del trecentenario dell’assedio di Torino.

Il fascicolo di 24 pagine e corredato di 5 fotografie è suddiviso in alcuni capitoli tematici:
- Un cadetto del XVIII secolo
- La Famiglia Amico di Castellalfero
- Giuseppe Amico, il ruolo, la carriera
- Il cadetto sotto assedio
- Le missioni del cadetto
- Il cadetto a Torino
- La cappella torinese
- La villa campestre
- Epilogo


Attraverso queste pagine ci viene narrata la storia del cadetto Giuseppe Amico che, escluso dal fattore di nascita da eredità familiare, seppe divenire un personaggio di primaria importanza alla corte dei Savoia.

Figlio del secondo Conte di Castell’Alfero Bartolomeo Amico e di Vittoria Solaro della Margarita, Giuseppe Amico, nato a Torino il 22 marzo 1673, intraprende la carriera militare grazie allo zio, il colonnello Giuseppe Maria Solaro della Margarita, divenendo ufficiale d’artiglieria.
Fu a Verrua durante l’assedio, a Torino nell’assedio del 1706 si distinse nella guerra sotterranea “di mina” ed ebbe un ruolo importante nel sacrificio di Pietro Micca, essendone il comandante.
Fu poi nel 1708 a Finestrelle per assediare l’imponente forte.
Nel 1714 si occupò della mappatura delle coste della Sicilia su incarico del re Vittorio Amedeo II.
Venne poi inviato in Sardegna per allestire varie batterie di artiglieria a difesa dell’isola.
Divenne Governatore di Ivrea e fu nominato Tenente Generale.
Ricevette nel 1730 la prestigiosa onorificenza della Gran Croce Mauriziana, dipinta ancora oggi sotto lo stemma degli Amico nel Salone Rosso del Castello di Castell’Alfero.
Morì il 29 gennaio 1751 e fu sepolto a Torino, nella cappella della Chiesa di San Francesco d’Assisi.

Il fascicolo, stampato in poche copie promozionali, è parte integrante dei 2 volumi degli Atti del convegno sull’assedio di Torino 1706, reperibili presso il Centro Studi Piemontesi, via Ottavio Revel 15 a Torino – info@studipiemontesi.it al costo di 40,00 euro.

La versione originale ed integrale del fascicolo è allegata al presente articolo, per gentile concessione dell’autore Claudio Di Lascio, dell’Associazione Torino 1706-2006 e del Centro Studi Piemontesi, che ringrazio della disponibilità.

 

Il cavaliere Giuseppe Amico di Castell'Alfero, dipinto olio su tela  di Giovanna Battista Clemente, detta "la Clementina", Musei Civici di Asti


 

Cappella del Crocifisso ove è sepolto Giuseppe Amico, Chiesa di San Francesco d'Assisi, Torino


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foto di Claudio Di Lascio


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