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Pietro Francesco Accomasso e la Legion d'Onore 23/3/2008

Da Castell'Alfero a Austerlitz.
Un astigiano nelle campagne napoleoniche d'Europa


Pietro Francesco Accomasso nasce a Castell'Alfero il 22 febbraio 1768 da Paolo (di vivente Francesco) e Margherita, battezzato nello stesso giorno dai suoi padrini Giuseppe Steffenino e Francesca Maria Bergagno di Calliano.

 

il registro battesimale della parrocchia di Castell'Alfero del 1768

Il 2 febbraio 1786, a 18 anni, entra nel Reggimento di Saluzzo dell'esercito Sardo ove raggiunge il grado di caporale il 1° aprile 1794. A seguito dell’occupazione del Regno di Sardegna da parte delle truppe rivoluzionarie d'oltralpe, il 6 dicembre 1798 il re Carlo Emanuele IV cede agli occupanti uno stato ormai divenuto regione militare francese, garantendo la necessaria obbedienza al governo di Francia da parte di cittadini ed esercito. Accomasso entra così a 32 anni al servizio della Repubblica transalpina, inizialmente inquadrato nella semi-brigata piemontese di fanteria (ovvero 112° battaglione).

L’immediato battesimo del fuoco sotto una nuova bandiera non gli porta fortuna poiché è fatto prigioniero di guerra il 5 maggio 1799 (16 floreale, anno VII) nel corso della riconquista di Ravenna da parte degli austriaci del generale von Klenau. Solo grazie ad uno scambio di prigionieri l’anno successivo può rientrare nei ranghi del suo reparto e riabbracciare la famiglia.

Il 24 aprile 1803 (9 floreale, anno XI) Accomasso è inquadrato nell’111° battaglione ed inviato al campo belga di Bruges, costituito - come gli altri sette campi sull’Atlantico - allo scopo sia di preservare le coste franco-olandesi da un attacco inglese via mare, che di preparare l’invasione dell'Inghilterra. Il corpo d'armata di Bruges è articolato in tre divisioni di fanterîa di circa 25.000 uomini, metà coscritti delle classi 1800-1803 e metà veterani delle guerre rivoluzionarie; è comandato dal generale Louis-Nicolas Davout (1770-1823), il “Maresciallo di ferro”, uno dei più grandi militari della storia di Francia al quale Accomasso sarà per sempre militarmente legato.

Il campo rimarrà allestito dal 28 agosto 1803 al 28 agosto 1805 e se non avrà quale esito finale lo sbarco sull'isola britannica, servirà comunque a generare tra le file del generale Davout uno spirito di corpo che da allora distinguerà la sua armata per sempre e ovunque da tutte le altre dell’esercito francese grazie alla particolare disciplina imposta dal suo comandante.
Sappiamo quanto il generale Davout tenesse all’addestramento e ben lo rappresenta l’aforisma: “La France est la nation la plus belliqueuse, mais non la plus militaire”.

Pur in condizioni sanitarie deplorevoli secondo la stessa opinione dei suoi comandanti, nei due anni di permanenza il presidio francese ha occasione di simulare imbarchi e sbarchi, esercitazioni in manovra e addestramenti in officine allestite per la futura campagna d’Inghilterra, perfino esercizi natatori per i più intraprendenti. I soldati non hanno permessi e i loro svaghi provengono dalle attività svolte nello stesso accampamento: giardinaggio, decorazione delle baracche, tracciamento e abbellimento delle vie sulle quali insistono gli alloggiamenti, vie che prendono il nome di eroi della Rivoluzione o di armate della giovane Repubblica. La forzata stanzialità permette la formazione di compagnie teatrali, la fondazione di corali e si organizzano perfino corsi di navigazione a terra su appositi carri a vela. Napoleone, Primo Console, visita due volte il campo di Bruges prendendo direttamente conoscenza dei problemi logistici e sanitari così scrivendo al generale Davout ancor prima dei suoi sopralluoghi:

Saint-Cloud, 21 septembre 1803
(...) Je ne saurais trop vous recommander la santé des troupes; cet article est bien important. Si Nieuport est malsain, menez y très peu de monde; et si la saison est encore malsaine à Ostende, retardez de quinze jours vos campements et asseyez vos camps dans des endroit salubres, c’est la première de toutes les considérations.
Napoleon

Per i meriti acquisiti sul campo e per i servizi resi alla causa rivoluzionaria, il 25 pratile dell'anno XII (14 giugno 1804) il caporale Accomasso è insignito della Croce della Legione d’Onore (Ordre impérial de la Légion d’honneur). 
L’ambita decorazione gli verrà conferita dallo stesso Bonaparte il 16 agosto 1804 in una grande cerimonia pubblica nell’ampio vallone di Terlincthum, nei dintorni di Boulogne-sur-Mer.
 
Nell’aspro scenario del mare del Nord solcato da un’incurante naviglio inglese, Pietro Francesco riceve l’onorificenza insieme a circa duemila suoi compagni (tra cui 16 grandi ufficiali, 49 comandanti e 189 ufficiali delle armate della costa) e assiste all’entusiastica ovazione di 80.000 soldati e 20.000 spettatori, amplificata dal rullo dei tamburi: in oltre sette ore di cerimonia il Primo Console distribuisce le decorazioni con le proprie mani, riservando così un personale ringraziamento alla dedizione dei suoi uomini migliori. Al termine della cerimonia i nuovi legionari sono invitati a un banchetto offerto dal principe Giuseppe Bonaparte alla presenza delle più importanti cariche militari. Balli e feste sono allestiti intorno all’accampamento mentre i previsti fuochi d'artificio sono rinviati al giorno successivo a causa del vento incessante.

 

Boulogne-sur-mer 16 agosto 1804: Napoleone consegna le prime 2.000 Legion d'Onore; questa onoreficenza, ancora oggi la massima onoreficenza attribuita dalla Repubblica Francese, fu istituita dallo stesso Napoleone il 19 maggio 1802. 

Vasti e duraturi saranno gli echi di questa intensa emozione collettiva e per commemorare la grande distribuzione di onorificenze le truppe della costa atlantica decidono di erigere in segno di riconoscenza una grande colonna in marmo intitolata all’Armata francese, sulla cui sommità collocare una statua bronzea del loro condottiero. Per finanziare l’impresa i soldati (tra questi Accomasso) sacrificano una trattenuta di mezza giornata di paga al mese mentre i sottufficiali devolvono un’intera giornata ogni mese. Dopo alterne vicende l’imponente Colonne de la Grande Armée (l’altezza è di circa 53 metri, la più alta colonna di Francia) è ancora sul luogo ove era stata concepita, ovvero nel comune di Wimille, singolare e monumentale omaggio alla gloria di Napoleone da parte dei suoi fedelissimi.

Sulla scia dei sempre maggiori consensi delle forze militari come della società civile, il 2 dicembre 1805 Napoleone si fa consacrare Imperatore dei francesi, ma dopo l’incoronazione a Re d’Italia del 17 marzo successivo nuove minacce degli alleati costringono l’Imperatore a smantellare i campi atlantici per contrastare gli avversari sui diversi fronti europei. Accomasso, nominato sergente il 26 dicembre 1804 (5 nivoso, anno XIII), il 3 settembre 1805 si avvia con altri sei corpi d’armata delle Cótes de l'Océan verso i teatri di guerra austriaci al comando di un piccolo plotone inquadrato tra i 27.452 effettivi del 3° corpo d’armata del maresciallo Davout. L’Imperatore dispone di un esercito di quasi 200.000 uomini ai quali impone una marcia forzata mai vista per raggiungere in brevissimo tempo l’Europa centrale: più di mille chilometri dal Mare del Nord alla Moravia da percorrere alla velocità prescritta di 4 chilometri l’ora con tappe quotidiane di 35-40 chilometri e soste di 5 minuti ogni ora. Ma Davout farà superare alle sue truppe i propri limiti imponendo ritmi massacranti riuscendo a percorrere 144 chilometri in 36 ore per raggiungere tempestivamente i dintorni di Austerlitz. Nella celebre battaglia del 2 dicembre 1805 Accomasso è impiegato sull’ala destra dello schieramento francese, sotto il comando di Davout. È una giornata segnata dai prodigi tattici di Napoleone e dei suoi marescialli che farà rifulgere di gloria eterna comandanti e sottoposti, protagonisti e comprimari di quella che sarà reputata come una tra le più importanti battaglie della storia. Lo stesso Napoleone dichiarerà che “La bataille d’Austerlitz est la plus belle de toutes celles que j’ai données”.

Tra il 1805 e il 1807 Accomasso partecipa alle campagne di Prussia e di Polonia. Il 14 ottobre 1806 è nella vittoriosa e sanguinosa battaglia di Auerstädt, mentre nel 1808 lo troviamo a Danzica, impegnato nell’assedio e presa di quella città. Nello stesso anno, il conte Carlo Luigi di Castellalfero viene nominato Ciambellano della principessa Paolina Borghese, sorella di Napoleone e moglie del governatore del Piemonte Camillo Borghese. Grazie a tale riconoscimento il già cittadino Amico verrà insignito del napoleonico titolo di barone e Cavaliere dell’Impero con consegna del blasone che ancora oggi è stemma del Comune di Castell'Alfero. La conversione della nobiltà piemontese ai nuovi padroni transalpini si può ormai definire totale.

Nel 1809 e sempre nel 3° corpo d’armata agli ordini di Davout, Accomasso partecipa alla campagna di Germania contro la quinta coalizione nelle battaglie di Eckmühl (22 aprile) e di Wagram (6 luglio), quest’ultima decisiva. I successi francesi fruttano al maresciallo Davout - già duca di Auerstädt - la carica di Principe di Eckmühl e impongono agli alleati il trattato di Vienna del successivo 14 ottobre, consentendo all’Europa un breve quanto illusorio periodo di pace. Il 12 dicembre dello stesso anno, a soli 41 anni, quasi certamente per problemi di salute o per ferite riportate, Accomasso è ammesso tra i veterani; scamperà così alla disastrosa campagna di Russia che tre anni dopo avrebbe cancellato moltissime vite della Grande Armée e segnato per sempre la sorte del suo Imperatore.

Pierre François Accomasso muore a Tolone 1’11 gennaio 1827.
I suoi discendenti risiedono attualmente nel paese di Castell'Alfero.

 

La Croce della Legion d'Onore conferita nel 1804 al castellalferese Pietro Francesco Accomasso

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testo di Claudio Di Lascio estratto da "Fonti per la storia di Castell'Alfero"



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