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Percorso Superga - Crea del CAI 2/1/2009

Dal Parco Naturale della Collina Torinese prende avvio questo lungo percorso che, attraversando i territori delle province di Torino, Asti ed Alessandria, si conclude al Parco Naturale del Sacro Monte di Crea.
E’ stato inaugurato nel 1999 ed è intitolato a Cesare Triveri, primo ad aver individuato e percorso questo tracciato; socio della sezione CAI di Casale la quale, con le sezioni CAI di Asti, Chivasso e Moncalieri, ha realizzato questo progetto.
Il tracciato, di cui si sta ultimando la segnalazione, si snoda, per circa 70 km, sulla dorsale collinare a sud del Po che si affaccia come una terrazza panoramica sull'estesa pianura solcata dal grande fiume ed incorniciata, sullo sfondo, dall'imponente catena alpina.
Partendo dal sagrato della Basilica di Superga si percorre un itinerario che invita alla conoscenza di un territorio con straordinarie risorse: il multiforme e sfaccettato ambiente delle colline del Monferrato, ora assolate ed esposte, ora fresche ed ombrose, ora immerse nel regolare susseguirsi dei filari delle vigne e dei campi coltivati ed ora panoramico punto di osservazione su morbidi colli, paesi arroccati, fresche valli e vasta pianura.
Un territorio di tradizioni vitivinicole e gastronomiche, con un ricco patrimonio architettonico: dal cascinale di pietra e mattoni, semplice abitazione contadina, alle possenti mura di secolari castelli, come quello di Bardassano, ad antiche abbazie, come quella di Vezzolano, piccolo gioiello di architettura romanica.
Il percorso si conclude al Santuario del Sacro Monte di Crea, nel cuore del Monferrato.

 



PRIMA TAPPA: SUPERGA - COCCONATO
Superga (669 m s.l.m.) - Bardassano (452) - Sciolze (436) - Cinzano (495) - Berzano S. Pietro (423) - Abbazia di Vezzolano (415) - Cocconato (491).
Lunghezza del percorso: km. 40.
Ore di cammino previste: 8

A destra del sagrato della Basilica di Superga, un tabellone illustra i percorsi dei sentieri a levante di Superga; proprio da questo punto si imbocca il sentiero (n° 26) in discesa, che si inoltra nel bosco, ed in poche centinaia di metri conduce alla “curva del tabachin” presso la cooperativa di Superga. Si prende a sinistra la strada provinciale per Baldissero (itinerario n° 50). Superata la strettoia tra le case di “Tetti Gioanin” si lascia a destra la salita della strada dei colli (o “panoramica”) e si continua verso Baldissero sino ad un’ampia curva a sinistra (a circa 500 m) alla fine della quale diparte a destra una carrareccia che dopo un tornante a sinistra incontra sulla destra il sentierino che raggiunge il “Bric del Duca” (671 m s.l.m.).
Si scende parallelamente alla panoramica sino ad uno slargo con la fontanella di acqua potabile (il “toret”) da cui si prende, immediatamente a sinistra, il sentiero che sale in cima al Bric San Giacomo (660 m s.l.m.).
Di qui in ripida discesa, in direzione opposta a quella di provenienza, si raggiunge in breve la strada Palucco che dopo poco, ancora scendendo, transita a sud del “Bric Palouch”, ormai quasi interamente scavato da una cava di pietrisco; continuando in discesa si costeggia la cava, si aggira quel che rimane del bric e si giunge infine all’incrocio con la strada per Valle Ceppi e la provinciale per Baldissero.
Si svolta ora a destra sulla provinciale per 450 metri circa, si prende poi a sinistra sulla strada per Rivodora sino ad un trivio (a circa 300 m). Lasciandola, si inizia a scendere a destra per strada croce, la quale dopo aver superato alcune ville si riduce poi a carrareccia.
E' questo un bel percorso interamente in ambiente boschivo; dopo circa un chilometro ad un bivio si prende a sinistra e si scavalca il crinale proseguendo sul versante settentrionale per un breve tratto, dopo di che si incontra un altro sentiero proveniente da destra contraddistinto dal segnavia n° 51, sul quale si prosegue in direzione di Cordova sino a raggiungere sulla destra il bivio per Pavarolo.
Si attraversano quindi le borgate di Pavarolo sparse sui crinali, da Tetti Varetto a Tetti San Defendente, poi si devia a sinistra sulla strada asfaltata per Castiglione, per lasciarla dopo circa un chilometro e affrontare a destra la bella e panoramica strada sterrata che conduce all’antico borgo di Bardassano, dominato dal suo possente castello medioevale.
Attraversato il borgo, si riscende sulla stradina che in breve giunge all’incrocio della provinciale Castiglione/Chieri, meglio conosciuta come Strada la Rezza; sul lato opposto dell’incrocio inizia la strada per Sciolze (itinerario n° 150).
La strada, tutta asfaltata scorre interamente sullo spartiacque che divide la pianura del Po a nord dal Chierese a sud.
Dopo un primo tratto pianeggiante, si sale con strette curve in un bosco di castagni fino al bivio di Collina Serra, da cui poi si continua in direzione Sciolze.
Poco prima del falsopiano, sulla sinistra, si trova il bivio per cascina Grosso, quindi si prosegue sulla cresta della collina con susseguirsi di stupende viste panoramiche: sulla sinistra la pianura dell’Oltre Po, il Canavese, la cerchia imponente delle Alpi con il Cervino e il Monte Rosa; di fronte i boschi di Rivalba e Castagneto ed in lontananza Albugnano (la località più alta dell’Astigiano); sulla destra il Chierese, le Langhe fino alle Alpi Marittime e, voltandosi indietro, le Alpi Cozie dominate dal Monviso, l’imbocco della Valle Susa e, più vicine, Superga ed il Colle della Maddalena.
Dopo aver superato il bivio per Tetti Bavento e la cascina Palazzo (entrambi a destra) si costeggia il Colle de Fagnour, all’inizio della discesa verso Sciolze, poco prima di un grosso traliccio dell’Enel si trova la stradina chiusa da sbarra, ma un passaggio pedonale dà accesso al colle ed alla scalinata del Parco della Rimembranza che conduce alla cappella di Santa Lucia (XI sec.). Proseguendo la discesa si incrocia a sinistra il bivio per Tetti Sachero e poco dopo, sulla destra il bivio per Montaldo. Si entra quindi in Sciolze e lo si attraversa in direzione Rivalba - Cinzano costeggiando le mura del castello e, dopo una breve discesa, si risale in zona “Rossetto” da cui si può ammirare il panorama di Sciolze con il suo castello.
Dopo un’ampia curva si giunge al quadrivio “le Pere” (le pietre) detto anche Bivio Vernone, Superga-Creacosì chiamato perché era contrassegnato da quattro pietre (ora ne rimangono solo due a causa dell’allagamento della strada); sono grossi cippi di pietra su cui sono incisi il nome del donatore della strada e le distanze con le quattro località terminali.
Proseguendo in salita verso Cinzano ci si addentra nei boschi, con poche ma maestose querce e, dopo l’ennesima salita incassata tra due sponde di sedimenti e di arenaria, si raggiunge un delizioso tratto piano costeggiante una conca di prati e vigneti aperta verso sud-est. Dopo un ulteriore tratto nel bosco si arriva ad un bivio con pilone votivo denominato “Pilon dla Cadrega” da cui si vede uno stupendo panorama su Cinzano.
Continuando sulla cresta della collina molto panoramica, si compie un ampio semicerchio attorno alla testata della valle del Rio Brusà, si transita davanti all’antica chiesetta di San Desiderio e si arriva poco dopo al bivio della provinciale Gassino - Cinzano presso la “Croce del Gallo” a poche centinaia di metri dall’abitato di Cinzano, anch’esso dominato dal suo bel castello.
In pochi minuti si giunge al pilone S. Antonio dove si imbocca la strada di destra per raggiungere la piazza del paese, costeggiando da destra o da sinistra il parco del castello.
Dopo aver ammirato la facciata della chiesa parrocchiale e le antiche mura che sorreggono il giardino del castello, si imbocca via Roma che porta verso Moncucco. Si segue la provinciale Cinzano - Moncucco sino al pilone votivo posto sul bivio per strada Torrazza dove inizia l’itinerario n° 144 (percorso completamente segnalato) che porta a Vezzolano.
Dal bivio, in alcune centinaia di metri, si giunge a borgata Torrazza e, dalla Cappella della Trinità, si scende su strada asfaltata fino al termine, in prossimità della cascina Brunetta.
Da questa cascina si prosegue in discesa su una stradina appena accennata, che dopo circa 100 metri diviene più ampia e scende per 400 metri per poi salire affiancando un vigneto, al termine del quale, si svolta a destra e si scende nuovamente per raggiungere la strada provinciale Bersano S. Pietro/Castelnuovo. Si attraversa per imboccare il ponte sul Rio della Montana e si affronta la salita della strada Pogliano/Betlemme che dopo una serie di tornanti raggiunge frazione Pogliano. Qui giunti si fa inversione a sinistra e si prosegue su sterrato; dopo un tratto in piano, riprendendo a salire, si può ammirare Cinzano, il massiccio del Gran Paradiso, il castello e le cave di gesso di Moncucco.
Poco prima di giungere alla cascina Betlemme, si prende a sinistra in cresta alla collina per aggirare il cascinale; si prosegue su una bella strada campestre, alla cui sinistra si scorge un masso tondeggiante; continuando a salire, foschia permettendo, si può ammirare la catena delle Alpi, dalle Marittime al massiccio del Rosa e, nelle giornate più limpide, si può scorgere la vetta del Cervino.
Il percorso sta per volgere al termine: dalla croce sul colletto fra i vigneti si è in vista di Albugnano ed in basso, la stupenda abbazia di Vezzolano edificata nel XII secolo, è ormai a pochi passi. Dall’Abbazia si sale su asfalto, dopo un ampio piazzale, verso il paese di Albugnano.
Raggiunto un ampio incrocio si vede a sinistra il cimitero di Albugnano con la chiesa romanica dedicata a S. Pietro. Si prosegue sempre su asfalto ed in salita verso il concentrico a destra.
Oltrepassato il Municipio si continua per via Regina Margherita in centro paese. Fuori concentrico si prende la strada per Passerano. Si percorre ancora un tratto di strada in discesa su asfalto e poi al bivio si svolta a sinistra per Schierano (sempre asfalto); in lieve discesa si arriva ad un altro bivio con a sinistra un pilone dedicato a Santa Lucia e le indicazioni per la località Luca-Vallana. Si segue quest’ultima direzione con un tratto in discesa su asfalto e poi un tratto più pianeggiante. Raggiunta la frazione, dopo le case, si scende a destra per uno stradello lasciando l’asfalto. Dopo una curva a destra si arriva in vista di un ponte che attraversa raggiungendo la Cascina Curono; si continua in salita, la strada ritorna asfaltata ed al bivio a destra si raggiunge San Rocco di Marmorito. Al monumento ai caduti si gira a sinistra per 100 metri, poi al bivio si lascia la strada principale e si scende a destra per 50 metri sull’asfalto; alla curva si svolta di nuovo a destra per un sentiero che scende verso il fondovalle. Giunti al piano si svolta a sinistra e si raggiunge la Strada Statale 458. La si segue a sinistra per circa 300 metri fino al cartello stradale di curva a sinistra; a questo punto si prende uno stradello a destra che sale fra i coltivi. Si aggira sulla sinistra una cascina poco oltre un vivaio e sempre a sinistra in salita si raggiunge la strada asfaltata che conduce a Cocconato.

 

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SECONDA TAPPA: COCCONATO - CREA
Cocconato (491 m s.l.m.) - Tuffo (337) - Murisengo (275) - Villadeati (410) - Odalengo Piccolo (370) - Santuario di Crea (443).
Lunghezza del percorso: km 33.
Ore di cammino previste: 7

Lasciata la piazza Cavour a Cocconato si prende per via Fantino, poi via Piave che porta alla Stazione Ferroviaria di Cocconato, in alternativa partendo sotto il cimitero, si prende la Strada Vai, poi via Bonvino che, con ampio percorso, in ambiente tipicamente rurale, può essere preferita all’altro percorso che passa davanti alla fabbrica di abbigliamento. Giunti a fondo valle si lascia sulla destra una casa vinicola, si oltrepassa il passaggio a livello della Ferrovia e subito dopo si prende a destra per un viottolo, dopo 50 metri si va a sinistra lungo il metanodotto in salita fino alla frazione Tuffo di Cocconato. Dal borgo si prende la strada provinciale per Sant'Anna, frazione di Montiglio Monferrato; arrivati all’altezza del n. 22 al termine di una breve salita, parte a sinistra la stradina “Strada Pilone” che si segue costeggiando le case e si continua in discesa, scendendo nella Val Cerrina, con una curva a destra e con un saliscendi fino alla SP 22 che arriva scendendo da Sant'Anna di Montiglio Monferrato.
La si attraversa e si continua sulle sterrato fino ad incrociare una strada asfaltata che arriva dalla frazione Stura; si svolta quindi a sinistra e la si segue per 30 metri circa; poi si gira a destra su sterrato (da questo punto il sentiero è segnalato a cura del CAI di Casale Monferrato con i colori della segnaletica ufficiale Rosso/Bianco/Rosso e con l’indicazione: sentiero escursionistico Cesare Triveri SUPERGA - CREA). Si segue la campestre che porta sino a Murisengo; su asfalto lungo Viale I Maggio poi Via Asti si entra parzialmente in paese. Si passa davanti ad un supermercato, poi alla Caserma dei Carabinieri e poi si svolta a destra passando a destra di una chiesa con cupola denominata La Madonnina; proseguire poi sulla strada pianeggiante che si dirige in direzione di Villadeati (da questo punto bellissima la veduta sull'abitato di Murisengo); passando davanti all’anfiteatro naturale di San Pietro e poi alla cappelletta votiva di Sant’Antonio Abate si cammina sul crinale e poi si svolta a sinistra al bivio per Villadeati. Poco dopo si attraversa tutto il paese alessandrino e si raggiunge il suo cimitero. Dopo alcuni tornanti in salita si trova sulla destra una fontanella sotto una tettoia; si prosegue sulla strada e al tornante successivo (cartello di Lussello - Zanco) si va a sinistra sempre su asfalto in discesa. Arrivati alla stretta curva a destra si abbandona l’asfalto e si prende la strada sterrata bianca che sale a sinistra ed alla curva a sinistra si prende la strada in piano inerbata, si passa dietro ad una cascina (punto panoramico) per entrare più avanti nel bosco in discesa.
Sfiorata una monumentale quercia detta “dei tre soldati” perché ai piedi di essa vi morirono colpiti da un fulmine durante le “Grandi manovre” militari del 1911, si arriva alla strada asfaltata (cartello Odalengo Piccolo), la si attraversa proseguendo a sinistra sul crinale appena al di sopra del ristorante tipico "Tuais".
Si raggiunge un colle in parte ancora ricoperto da esemplari ormai rari, di pino silvestre (in dialetto locale “pessare”); a questo punto si vede in basso la strada asfaltata, si scende e la si raggiunge, si prosegue a sinistra per 50 metri circa, poi di nuovo a sinistra fra le vigne a raggiungere la dorsale. Si incontra il cartello Odalengo Piccolo - Castello di Pessine: alla curva a sinistra che porta al Castello si va invece a destra su sterrato; al bivio successivo si svolta a sinistra. Nel punto in cui il sentiero compie una grande curva con alla destra uno sconfinato panorama si incontra, sotto un bel albero, una grande lapide sulla quale il CAI di Casale ha collocato la targa commemorativa dell’inaugurazione del sentiero Superga - Crea dedicandolo all’indimenticabile Cesare Triveri. Al successivo bivio si va a sinistra in piano e si raggiunge un colle. Più a vanti, raggiunti dei ruderi si prosegue in salita. Al bivio successivo si prende la strada bianca a destra che porta nel bosco ed in discesa si arriva alla Strada Provinciale 18.
Si prende quindi a destra in leggera salita. Con leggeri saliscendi si arriva su un colle (cartello Azienda Agricola Gigliola), si prende la strada bianca a sinistra con piante alte e pini, si costeggia una costruzione, un cascinale, e poi a sinistra in discesa. Si giunge in un vigneto, lo si fiancheggia a sinistra sino al bosco, si entra e si prende la strada che va verso destra e che conduce alla strada asfaltata che giunge da Castelletto Merli.
Una volta raggiunto l’asfalto si prende a sinistra in salita, si passa un cascinale e già si vede la chiesa di Ponzano. Arrivati in via Giotto si svolta a sinistra (qui si incontra la Asti-Crea) e poi superata la chiesa parrocchiale si procede in direzione di via Emilio Fossati.
Raggiunto l’agriturismo Cascina Zenevrea si svolta a destra sempre in direzione Crea. Si raggiunge la Strada Provinciale che sale da Valle S. Giovanni di Moncalvo (SS 457) e si svolta a sinistra verso Crea, ormai individuabile, seguendo il segnale del sentiero e il cartello del Santuario di Crea.

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Tratto (con varie aggiunte/modifiche) dal volume “Camminare il Monferrato” edito da Il Monferrato e Parco regionale Sacro Monte di Crea oltre che da testi del CAI



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