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Le regole della Bandiera Italiana 21/6/2010

Anche il tricolore - come le bandiere delle altre nazioni - ha un suo "galateo": il corretto uso è infatti stabilito dal decreto del Presidente della Repubblica n. 121 del 7 aprile 2000 che stabilisce diverse regole che sono così riassunte: 

- Le ricorrenze nelle quali la bandiera nata a Reggio Emilia deve sventolare all’esterno di tutti gli uffici pubblici sono:
7 gennaio (festa del tricolore), 11 febbraio (anniversario dei Patti Lateranensi), 25 aprile (ricorrenza della Liberazione), 1° maggio (festa del lavoro), 9 maggio (giornata d'Europa), 2 giugno (festa della Repubblica), 28 settembre (insurrezione popolare a Napoli), 4 ottobre (festa del patrono d'Italia), 4 novembre (festa della Unità Nazionale). A queste va aggiunto il 24 ottobre (giornata delle Nazioni Unite) che vede il tricolore affiancato dalla bandiera dell'Onu. 

- La posizione privilegiata, quella a destra, compete al tricolore se le bandiere sono due o la posizione centrale se sono dispari. La bandiera italiana è la prima a dover essere innalzata e l'ultima ad essere ammainata. Su ogni asta può essere innalzata una sola bandiera. L'alza-bandiera deve coincidere, di norma, con l'ora della levata del sole, l'ammaina-bandiera con il tramonto. L'esposizione notturna può avvenire solo se il luogo è adeguatamente illuminato. 

- L'esposizione delle bandiere straniere è consentita negli edifici pubblici solo in occasione di convegni e incontri internazionali, oppure per visite ufficiali di personalità straniere. 

- Le bandiere vanno esposte in buono stato affiancate su aste o pennoni posti alla stessa altezza, di uguali dimensioni e non vanno applicate scritte, figure o lettere di alcun tipo. 

- In caso di lutto, la bandiera sarà esposta a mezz'asta con due strisce di velo nero poste all'estremità superiore. 

- La grandezza della bandiera (abitualmente, per le scuole è di 100 per 150 centimetri, ma l'importante è la proporzione: la lunghezza dev'essere una volta e mezzo l'altezza). 

- Il reato di vilipendio, in cui incorre chiunque compia atti ostili nei confronti del tricolore, deturpandolo o facendone oggetto di parole o atteggiamenti ingiuriosi è punito dall'articolo 292 del codice penale con la reclusione da uno a tre anni.


I COLORI CODIFICATI
Oltre all’uso appropriato che si deve fare di questo simbolo, bisogna tener presente che Tricolore non significa solo tre colori ma bensì “quei” tre colori che fanno del Tricolore la Bandiera italiana. Ci sono voluti oltre due secoli ma oggi, chi vuole una bandiera, può richiederla con colori veri perché dal 2003 il Tricolore è stato codificato stabilendo una volta per tutte la variante cromatica dei tre colori che saranno verde prato brillante, bianco latte e rosso pomodoro.

I colori di riferimento si rifanno alla scala Pantone (codice alfanumerico riconosciuto ed univoco a livello internazionale):
- il verde sarà il colore 17-6153 (verde prato brillante),
- il bianco 11-0601 (bianco latte)
- il rosso 18-1662 (rosso pomodoro).

I codici della bandiera italiana sono della serie TC (Textile Colors) ovvero si riferiscono ai Colori per il Tessile.
La loro codifica è come segue: i primi due numeri riguardano la luminanza, gli altri 2 (da 00 a 64) sono la tonalità e gli ultimi due sono la saturazione.


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testi di Luigi Cravero



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