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14.11.2009 presentato LUNGOMARE ARGENTINA
Argomento: Cultura Data: 3/11/2009

Sabato 14 novembre 2009 alle ore 17.00 nel Salone Verde del castello di Castell’Alfero si svolgerà la presentazione del libro LUNGOMARE ARGENTINA un romanzo abientato fra Italia ed Argentina del milanese Roberto Buscarini, edito nella collana Erato dalle Edizioni Cinquemarzo di Viareggio.

 

 


Roberto Buscarini – Lungomare Argentina
Edizioni Cinquemarzo di Viareggio
Data di pubblicazione: 2009
Collana: Erato
Euro 11,00

Nel 1947 Evita Peron, la moglie dell’allora Presidente argentino, nel corso di un suo viaggio in Europa, e in particolare in Italia, ebbe occasione di visitare la Riviera Ligure di Ponente, rimanendo affascinata dal lungomare di Bordighera. Lo percorse decine di volte per una giornata intera, a qualsiasi ora del giorno e della sera. Rimase così colpita dal lungomare di Bordighera, dal quale si ammira un incomparabile paesaggio fatto di splendido mare e variopinti giardini, che ne parlò in modo entusiasta ad altre personalità in giro per il mondo, spingendole a visitare la riviera.
In suo onore, i liguri decisero di chiamare questo sentiero lungo la costa “Lungomare Argentina”.

Proprio qui, sul Lungomare Argentina, negli anni Sessanta, inizia la storia di Cesare, il protagonista del nuovo romanzo di Roberto Buscarini.
Studente in vacanza con gli amici a Bordighera, dove abita sua nonna, Cesare vuole fuggire almeno temporaneamente da quella Milano fuligginosa, frenetica e un po’ snob in cui vive con i genitori. Non sa che per lui sta per sbocciare uno di quei giovani amori che solo la magia dell’estate rende così intensi.
Sul Lungomare, infatti, avviene il breve ma ardente incontro con Carla, un’argentina diciassettenne giunta in Italia per conoscere i suoi parenti siciliani. Occhi verdi e profondi, lineamenti delicati, fisico da modella: un cocktail perfetto che sconvolge l’animo del ragazzo.
Negli anni la passione diventa amore. Cesare si trasferisce a Buenos Aires e si sposa. Integrato alla famiglia di lei e cancellato dalla sua, il ragazzo affronta una realtà molto diversa da quella in cui è sempre vissuto.
All’inizio non comprende la gravità delle parole del suocero: - Avrai modo di conoscere le situazione economica di questo paese, l’inflazione è altissima, a due cifre ogni mese…-.
Economia e politica non sono mai state interessanti per Cesare.
Ma dovrà maturare in fretta, nell’Argentina che subisce il colpo di stato di Videla e l’avvento dei Colonnelli. Coinvolto nei loschi affari della repressione, sarà costretto a rientrare in Italia in modo drammatico.
E il trauma gli rimarrà dentro per tutta la vita.
Nonostante l’America Latina sia stata meta di una forte emigrazione europea, oggi nel Vecchio Continente la situazione sociale, economica e politica di questi paesi è conosciuta solo marginalmente.
Noi Europei consideriamo la nostra storia come la Storia e le vicende degli altri continenti ci interessano solo marginalmente.
Roberto Buscarini ha avuto occasione di visitare il Sud America alla fine degli anni novanta ed è rimasto particolarmente colpito dal dramma che i suoi coetanei hanno dovuto subire venti anni prima.
Le loro testimonianze sono alla base del racconto. L’autore ha cercato di essere equidistante e di non esprimere giudizi che solo la storia con il passare degli anni potrà fare.
- E tu da che parte stai? -
Quante volte un giovane si è sentito rivolgere questa domanda da sconosciuti personaggi emissari di un potere ottenuto con la forza?
- Se stai dalla nostra parte ce lo devi dimostrare, denuncia i sovversivi, studia i tuoi parenti, interroga i tuoi amici, osserva i colleghi di lavoro, vedrai che qualcuno trovi. Se non stai dalla nostra parte, ti prendiamo e ti facciamo sparire, ben inteso dopo averti fatto un po’ soffrire, che così qualche nome comunque ce lo darai. -
E allora addio agli ideali, ai sogni, ai progetti di vita.
Questo romanzo vuol essere una speranza che ciò che è successo in Sud America negli anni settanta, non possa mai più accadere e che i nostri figli non debbano essere costretti a scelte di vita che li salvi facendo soffrire altri, quelli che sono loro vicino. Sacrificarsi non sarebbe servito, qualche nome bisognava farlo, quanto meno per porre fine alla tortura.
Il protagonista compie un viaggio nel tempo e nello spazio, dieci anni tra due continenti, dai venti ai trenta anni, dalla Riviera Ligure al Mar della Plata. Dall’unica preoccupazione di trovare una ragazza per la sera in discoteca alla speranza di una fuga da un regime dittatoriale.
L’idea di intitolare ogni capitolo con una canzone è interessante e presenta aspetti di originalità. Come se la vita fosse un film e ci sia in sottofondo una colonna sonora.
Le canzoni sono le più varie, dal tango al reggae, dalle canzoni napoletane alle romanze liriche, senza un’esatta successione temporale.
A pensarci bene, è proprio così. Le tappe significative delle vita di ognuno di noi non necessariamente sono connotate dalla musica in voga in quel periodo.
Il testo delle canzoni non ha volutamente a che fare con il contenuto del capitolo. Le canzoni sono una personale play list dell’autore, che in fondo ha il solo scopo di far cantare mentalmente il lettore e di predisporlo meglio alla lettura.
Giusto per dare una nota diversa, c’è anche una poesia.
Concludendo, leggendo questo romanzo che racconta di un amore tra due giovani, si ha come l’impressione di cavalcare ben più di un trentennio di storia, in quanto le note emotive toccate da Buscarini hanno sfumature di ritmo e colore sempre diverse e ben distanziate tra loro.
Come travolti da un valzer si vive l’adolescenza del protagonista, per poi finire tra le spire lussuriose di un tango che termina inevitabilmente con... questo sta al lettore scoprirlo.


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Roberto Buscarini descrive così se stesso:
Sono nato nel 1948, sotto il segno del leone, in provincia di Milano, allora un paese di campagna, oggi sede di multinazionali.
Ho sessant’anni. Se dovessi svolgere un lavoro da impiegato seduto davanti al computer, non mi prenderebbero nemmeno gratis. Per essere allenatore della Nazionale di calcio invece sarei perfetto, giacché l’attuale ha la mia età e nessuno si sognerebbe di dirgli che è vecchio.




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