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25.11.2008 Bicentenario di Gianduja
Argomento: Gianduja Data: 25/11/2008

Martedì 25 novembre 2008, a distanza di duecento anni esatti dal primo spettacolo realizzato da G. Sales con Gianduja protagonista intitolato Le 99 disgrazie di Gianduja, andato in scena il 25 novembre 1808, verrà presentato in anteprima nazionale da Marco Grilli il nuovo spettacolo intitolato Il medico di matrimoni, 99 astuzie di Gianduja
Lo spettacolo debutterà presso il Teatro Civico di Moncalvo alle ore 21.00, alla presenza di varie autorità, con ingresso libero.
L'evento fa parte della GIANDUJEIDE 2008 promossa dall’Associazione culturale G.S.T. di Torino, dal Comune di Castell’Alfero e la Pro Loco Callianetto, con la partecipazione dell’Associazione Arte e Tecnica e della Famija Turineisa, ed organizzata in occasione del bicentenario della nascita del burattino Gianduja tra Castell’Alfero, Moncalvo e Torinonei giorni 22, 23 e 25 novembre 2008


IL MEDICO DI MATRIMONI
ovvero le 99 astuzie di Gianduja

Rivisitazione aggiornata all’epoca moderna del testo del 1808 che recitava il seguente titolo: Le 99 disgrazie di Gianduja.

Nel 1808 Gian Battista Sales e Giochino Bellone misero in scena “Le 99 disgrazie di Gianduja”, basato su di un testo molto in uso in quell’epoca. Gianduja era “appena” nato e gli serviva un copione forte ed importante che riprendesse alcune caratteristiche della commedia Goldoniana.
Le 99 disgrazie dipingevano un Gianduja goffo e sfortunato, incapace di conquistare il cuore della figlia del dottor Balanzone, innamorata del bel Florindo.
A distanza di 200 anni Marco Grilli, burattinaio e “papà” del moderno Gianduja ha deciso di riscrivere la storia di questo canovaccio ribattezzandolo “Il medico di matrimoni, ovvero le 99 astuzie di Gianduja”.
Gianduja qui non è più lo sfortunato pretendente, ma è il servo furbo e scaltro che aiuta Florindo a sposare Rosaura, figlia del dottor Pancrazio ed a cacciar via il pretendente, tal Zan Ganassa.
L’impianto scenico della commedia rispetta i caratteri classici della commedia per burattini, rivisitati, aggiornati e meglio assimilabili dal pubblico di oggi: dialoghi più corti, azioni più veloci, recitazione dal vivo e momenti d’interazione tra il burattinaio ed il burattino.
L’operazione di scrittura drammatica è frutto del lavoro di Alfonso Cipolla e di Beppe Rizzo, mentre la messinscena è curata direttamente da Marco Grilli.
Una nota particolare va lanciata a favore dei veri protagonisti di questo spettacolo: i burattini.
Se nel 1808 si utilizzavano prevalentemente burattini a bastone, oggi si utilizzano quelli a guanto. Se nel 1808 i personaggi erano pressoché “reali” la scelta di oggi sposa un burattino più caricaturizzato e più stilizzato allo stesso tempo. L’arte di scolpire burattini non è così diffusa come nell’ottocento, ma grazie al M° Natale Panaro, lo spettacolo de “Il medico di matrimoni” vanta un cast di teste di legno uniche per stile e tecnica di scultura.

Due parole sulla macchina scenica
Se, e c’è sempre un se, nel 1808 la baracca per burattini era molto colorata e curata, fatta di sipari, scenari e quant’altro servisse a “colpire” l’occhio, oggi la scelta stilistica di Marco Grilli guarda a una struttura neutra, stoffa nera e pochi elementi scenografici.
L’idea è quella di focalizzare l’attenzione del pubblico sui burattini cercando di eliminare ogni possibile ed eventuale distrazione. Una scelta azzardata, ma utile a capire cos’è veramente uno spettacolo di burattini tradizionale del 2008. 




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